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06/05/2026 ore 19.27
Economia e lavoro

Affitti, aumenti da record in Calabria ma un’abitazione su quattro resta vuota: tutti i dati

Ad aprile l’asticella raggiunge il 4,1% contro l’1,4% di media nazionale. Le province con gli incrementi maggiori sono Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria

di Carmelo Idà

Affitti in crescita dell’1,4% ad aprile, su scala nazionale, con rialzi mensili da record in Calabria. Nella nostra regione l’asticella segna +4,1%, seguita dal Trentino-Alto Adige, +3,2%, e dalle Valle d'Aosta, +3,1%. Crotone (12,4%), Vibo Valentia (11,9%) e Reggio Calabria (8,5%) registrano i livelli più alti di incremento percentuale su scala provinciale.

Affitti più cari

Lo dice l’ultimo report dell’ufficio studi del portale immobiliare “Idealista”.  Le percentuali dicono che la Calabria segna una accelerazione di passo rispetto alle altre regioni anche se i costi sono tra i  più contenuti del Paese: 8,8 euro al metro quadro, la media dei canoni di affitto, contro i 24,8 euro al metro quadro della Valle d’Aosta.

Un anno di aumenti

In termini percentuali aprile risulta il mese top di incrementi, ma la crescita da gennaio è stata costante e nell’ultimo trimestre ha totalizzato +5,1%. In un anno i canoni sono aumentati del 13,1%. Ma è anche vero che, sempre secondo la rilevazione di Idealista, i prezzi sono inferiori al massimo storico registrato ad agosto 2012 quando per affittare un immobile in Calabria si dovevano mettere in conto 9,3 euro al metro quadro.

I costi al m2 nelle province calabresi

In Calabria un’abitazione su quattro è sfitta

La provincia italiana con la più alta percentuale di abitazioni sfitte è Aosta con il 43,75, seguita da Sondrio con il 41,8% e da Savona con il 41%. Tra le prime venti, dice uno studio di Federproprietà e Censis, ci sono quattro delle cinque province calabresi: Cosenza (28,8%), Vibo Valentia e Crotone (28,2%) e Catanzaro (26,8%). Queste province risultano ben oltre la media nazionale che è pari al 18,3%. Affittare casa risulta sempre più problematico. Molte famiglie devono fare i conti con budget limitati. I costi degli appartamenti sono alti e gli immobili restano “dormienti”.