Affitti universitari, Catanzaro tra le città più convenienti: una stanza costa 251 euro al mese
Canoni in calo del 6,2% a livello nazionale, pronti 73mila posti letto pubblici. Nel capoluogo calabrese i canoni per studenti sono tra i più bassi d’Italia. Solo Chieti offre prezzi inferiori. Milano resta irraggiungibile con 704 euro per una singola
Fitti agli studenti, Catanzaro è tra le città meno care d’Italia. Lo dice Immobiliare.it Insights. Con Chieti e Foggia il capoluogo calabrese è al top della convenienza. Non è cosa da poco visto che si è entrati nel periodo clou delle richieste.
La caccia al posto letto è iniziata a luglio. Con migliaia di famiglie in campo per trovare la miglior opzione possibile con uno sguardo puntato sui costi della spesa mensile. Restare nel budget è una scelta obbligata.
Gli iscritti sono 2.026.774 e la Sapienza, l’università di Roma, è l’ateneo con il maggior numero di studenti, 112mila.
Con l’avvio del nuovo anno accademico, la ricerca di una sistemazione è un passaggio importante. Che sia un cambio di domicilio o un primo ingresso rappresenta per i fuori sede una necessità economicamente gravosa.
I posti negli studentati sono circa 100mila, dunque 20 volte inferiori al numero degli iscritti. Trovare l'alloggio giusto è una sfida, con il mercato degli affitti che negli ultimi decenni è divenuta una vera e propria giungla.
Prezzi in calo a livello nazionale, ma Milano resta inavvicinabile
Secondo i dati più recenti elaborati da Immobiliare.it Insights, il 2026 registra una discesa del 6,2% dei canoni delle stanze singole a livello nazionale rispetto all’anno precedente. Questo trend trova spiegazione in una contrazione significativa della domanda: i contatti medi per singolo annuncio sono scesi del 19,8% e i contatti complessivi hanno registrato un -22% rispetto al 2025.
Nonostante la flessione dei prezzi, l'offerta complessiva di stanze singole sul mercato è scesa del 15% su base nazionale, con vistose eccezioni come Venezia, che fa segnare un incremento record della disponibilità pari al +115%.
Dove costa di più
La mappa dei costi evidenzia forti discrepanze geografiche. Milano si conferma la città più cara d’Italia: per una singola si spendono in media 704 euro lordi al mese (valore comunque inferiore del 4% rispetto al 2025).
Firenze e Roma seguono a ruota: nel capoluogo toscano la media è di 627 euro, mentre nella Capitale si attesta a 615 euro (in controtendenza con un aumento del 7% rispetto all'anno scorso).
Tra le altre grandi città universitarie si segnalano Bologna a 585 euro (in calo del 7,6%), Bergamo a 504 euro (+8,3%), Padova a 499 euro e Brescia a 478 euro (-7,9%).
In forte aumento le quotazioni a Pescara (+28,8% a 388 euro), mentre si registrano rincari anche a Trieste, Palermo, Bari, Genova, Pisa e Pavia.
Sul fronte del risparmio, le mete più economiche sono Chieti (240 euro), Catanzaro (251 euro) e Foggia (259 euro).
Più alloggi pubblici: il piano del Ministero
A mitigare la pressione sul mercato privato interviene il piano di potenziamento delle residenze universitarie illustrato dal ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, durante il Forum Thea Ambrosetti a Cernobbio.
Il ministro ha annunciato la disponibilità di 73.000 posti letto in più nelle residenze universitarie, un incremento notevole rispetto ai circa 40.000 posti censiti nel 2022. Di questi nuovi alloggi 63.220 sono stati realizzati nell'ambito dei progetti legati al Pnrr. Altri 10.000 posti sono stati finanziati tramite fondi statali.
Circa 19.000 posti sono interamente gratuiti per gli studenti in condizioni di povertà o incapienza.
Per i restanti alloggi, la tariffa applicata garantisce un risparmio medio del 18% rispetto ai prezzi di mercato.
Guida al bonus affitto 2026: requisiti e funzionamento della detrazione Irpef
Per far fronte alle spese, le famiglie possono fare affidamento sulla detrazione Irpef del 19% sui canoni di locazione. L'agevolazione è calcolata su un tetto massimo di spesa di 2.633 euro all'anno, consentendo così uno sconto d'imposta effettivo che può raggiungere i 500 euro.
Il beneficio è riservato agli studenti universitari fuori sede, inclusi gli iscritti agli Istituti tecnici superiori (Its) e ai nuovi percorsi di conservatori e istituti musicali parificati. Sono esclusi gli studenti iscritti a corsi post-laurea, quali master, dottorati di ricerca e scuole di specializzazione (sia in Italia che all'estero).
Il vincolo geografico
Per accedere al bonus, l'università deve trovarsi in un comune diverso da quello di residenza dello studente, ad almeno 100 chilometri di distanza e comunque in un'altra provincia.
La distanza si calcola prendendo a riferimento il percorso più breve tra le vie di comunicazione disponibili (stradali o ferroviarie). È sufficiente che almeno uno dei collegamenti stradali o ferroviari rispetti la soglia minima.
L'immobile affittato deve trovarsi nello stesso comune della sede di studi o in un comune limitrofo.
I contratti ammessi ed esclusi
La detrazione è applicabile ai contratti registrati stipulati ai sensi della Legge 431/1998, compresi i contratti a uso transitorio, i contratti di ospitalità, gli atti di assegnazione in godimento e l'affitto di singoli posti letto. Sono inclusi anche i contratti sottoscritti con enti per il diritto allo studio, università, collegi legalmente riconosciuti, enti no-profit e cooperative.
La detrazione si applica anche all'estero per gli studenti iscritti ad atenei dell'Unione europea o dello spazio economico europeo, nonché per il periodo trascorso all'estero nell'ambito del progetto Erasmus (previa presentazione di idonea attestazione).
Sono esclusi dalla detrazione il deposito cauzionale, le spese condominiali e di riscaldamento (anche se incluse nel canone) e i costi di agenzia per l'intermediazione immobiliare.
Il pagamento dei canoni deve essere tassativamente dimostrabile tramite metodi tracciabili (bonifico bancario o postale, carte di credito/debito).
Se lo studente è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione del 19% spetta direttamente al familiare che ha effettuato il pagamento. Nel caso di più figli fuori sede con contratti distinti, ciascun genitore può fruire della detrazione fino al limite di 2.633 euro per ciascun figlio. In caso di appartamento condiviso, la spesa deve essere suddivisa pro quota tra i conduttori intestatari (ma beneficeranno dello sconto solo coloro che possiedono i requisiti di legge).
Infine, l'agevolazione è soggetta a limiti di reddito complessivo: spetta per intero fino a 120.000 euro, per poi decrescere progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 240.000 euro complessivi. Per i redditi superiori a 75.000 euro, l'importo effettivamente spettante viene ricalcolato anche in base al numero di figli a carico.