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22/01/2026 ore 10.57
Economia e lavoro

Agricoltura Calabria, Adiconsum chiede chiarezza: «Contributi per il Consorzio di bonifica dovuti solo se il beneficio è reale»

L’associazione dei consumatori sollecita la Regione sul rispetto della sentenza della Consulta perché in molte aree mancherebbero vantaggi diretti per i fondi, mentre arrivano avvisi di pagamento basati su presupposti teorici

di Redazione

Il Consorzio Unico di Bonifica Calabria torna al centro del dibattito pubblico dopo le osservazioni sollevate da Adiconsum Calabria sulla legittimità dei contributi consortili richiesti agli agricoltori. Al nodo, ancora irrisolto secondo l’associazione dei consumatori, resta il principio secondo cui il contributo è dovuto solo se esiste un beneficio concreto e realmente goduto dal fondo. Il tema è emerso con forza dopo l’ultima conferenza stampa del 2025, tenutasi alla Cittadella regionale, durante la quale il presidente della Regione Roberto Occhiuto, l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e il commissario straordinario del Consorzio Unico Giacomo Giovinazzo hanno illustrato i risultati dell’attività svolta e le prospettive future del nuovo ente, nato dalla riforma che ha portato alla liquidazione degli undici consorzi preesistenti. Giovinazzo ha rivendicato «con orgoglio il ruolo istituzionale del Consorzio Unico», mentre Occhiuto ha definito i vecchi enti «baracconi», sottolineando l’impegno della nuova struttura. Gallo, dal canto suo, ha parlato di servizi in crescita per l’agricoltura e di investimenti rilevanti, anche grazie ai fondi Pnrr, destinati alla manutenzione delle reti e alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Una narrazione che Adiconsum Calabria invita a confrontare con la realtà di molte aree del territorio regionale. «In vaste zone – sostiene il presidente Michele Gigliotti non si registrano benefici reali e diretti per i proprietari dei terreni. Molti canali non sono sufficientemente manutenuti, l’acqua non raggiunge in modo efficiente i fondi e non si evidenziano miglioramenti tangibili nella produttività agricola o nella tutela dei terreni».

A rafforzare la posizione dell’associazione sono le numerose segnalazioni ricevute, con il supporto dell’avvocato Antonino Cavallari del Foro di Vibo Valentia, relative agli avvisi di pagamento per l’annualità 2025 notificati dal Consorzio Unico «sul solo presupposto della potenziale utilità per il fondo». Una prassi che, secondo Adiconsum, contrasta con la giurisprudenza costituzionale e tributaria. In particolare viene richiamata la sentenza della Corte costituzionale n. 188 del 19 ottobre 2018, che afferma come il piano di classifica generi soltanto «una presunzione di vantaggiosità» e non possa da solo giustificare l’imposizione. «È sempre onere del Consorzio – ribadiscono Gigliotti e Cavallari – dimostrare che dall’attività di bonifica il fondo abbia tratto una utilitas, cioè un vantaggio diretto e concreto, con un effettivo incremento di valore».

Da qui l’appello rivolto nuovamente al presidente Occhiuto e all’assessore Gallo affinché si faccia chiarezza sulle modalità di verifica dei benefici, sul rispetto della sentenza della Consulta e su una possibile revisione dei piani di classifica, con una mappatura puntuale dei vantaggi fondo per fondo. «La riforma – conclude Gigliotti – deve tradursi in servizi effettivi e non in oneri ingiustificati. La nostra associazione resta a disposizione per supporto, consulenze e azioni collettive a tutela degli imprenditori agricoli calabresi».

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