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01/10/2026 ore 12.51
Economia e lavoro

Agricoltura in crisi, la Cia a raccolta a Crotone: «Situazione drammatica, pronti alla mobilitazione permanente»

Il presidente nazionale Cristiano Fini e quello regionale Nicodemo Podella lanciano l’allarme dall'assemblea plenaria partecipata da centinaia di imprenditori provenienti da tutta la Calabria: «Costi alle stelle e ricavi azzerati, così si uccide il settore»

di Redazione Economia

«I costi sono troppo elevati e i prezzi dei nostri prodotti troppo bassi. La situazione è drammatica e mai vista prima». Con queste parole il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha aperto l'assemblea plenaria svoltasi a Crotone sotto il manifesto programmatico "Terra Calabra: dignità, sovranità, futuro". Dall'incontro calabrese parte un grido d'allarme rosso diretto al Governo italiano e alle istituzioni europee: gli agricoltori sono stremati e dichiarano lo stato di agitazione permanente.

A far esplodere la crisi è una forbice insostenibile tra l'impennata dei fattori produttivi e il crollo dei prezzi corrisposti alla produzione, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico che ha decimato le rese nei campi. Una condizione che costringe le aziende a lavorare costantemente al di sotto dei costi di produzione.

Ai saluti dei sindaci e degli amministratori presenti, si sono avvicendati numerosi altri interventi, tra cui quello della consigliera regionale Elisabetta Barbuto e anche di agricoltori non associati, compreso quello di uno studente dell’Istituto Agrario di Cosenza.

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La denuncia contro le speculazioni energetiche

Il presidente regionale di Cia Calabria, Nicodemo Podella, ha puntato duramente il dito contro i profitti record delle multinazionali dell'energia: «Coperte dall'alibi delle guerre, le grandi aziende energetiche stanno facendo profitti enormi e il prezzo del gasolio agricolo è alle stelle. Credo sia arrivato il momento che anche noi agricoltori facciamo utili, almeno per consentire alle nostre famiglie di vivere».

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Le richieste urgenti a Governo e Unione Europea

Per evitare il collasso del sistema e il conseguente abbandono delle terre – che colpirebbe in primis il Mezzogiorno e le aree interne – Cia-Agricoltori Italiani chiede misure straordinarie, emergenziali e strutturali:

«L'agricoltura deve rimanere centrale perché produce cibo, sostiene l'economia e garantisce la tenuta sociale e ambientale dei territori – ha concluso il presidente nazionale Cristiano Fini. Ci chiedono sicurezza, sostenibilità e innovazione, ma per farlo servono risorse e un reddito dignitoso. Noi non ci rassegneremo».