Agricoltura, nuova stangata sui costi: autunno difficile per le aziende calabresi tra gasolio, energia e fertilizzanti
Il carburante agricolo aumenta del 48% in un anno, mentre gas, urea, mangimi e trasporti tornano a pesare sui bilanci. Per le imprese della Calabria si profila un autunno difficile
Per l’agricoltura italiana si annunciano settimane difficili. Di conseguenza difficili saranno anche per l’agricoltura calabrese.
Dopo mesi di relativa stabilità, diversi indicatori di costo hanno ripreso a salire contemporaneamente, alimentando il rischio di una nuova e pesante compressione dei margini delle imprese agricole.
A preoccupare sono soprattutto gasolio, energia e fertilizzanti, ma sullo sfondo si profilano anche rincari dei mangimi e dei trasporti. Un mix che potrebbe scaricarsi rapidamente sui bilanci delle aziende e, a cascata, sui prezzi lungo la filiera.
Caro carburanti, la lezione di Madrid e Lubiana: quando la volontà politica vince sul rialzo dei costiIl segnale più allarmante arriva dal carburante: il gasolio agricolo costa oggi il 48% in più rispetto a un anno fa e soltanto nell’ultimo mese ha registrato un ulteriore aumento del 13%. Anche il gas è tornato sotto pressione. Il Ttf di Amsterdam, principale riferimento europeo per il gas naturale, ad agosto ha superato mediamente i 60 euro, segnando un aumento del 60% dall’inizio dell’anno.
E non è finita. Il rincaro dell’energia si accompagna a quello dei fertilizzanti, con l’urea tornata tra le principali voci di preoccupazione per gli agricoltori.
Poi ci sono i mangimi. Caldo e siccità hanno peggiorato drasticamente le prospettive del mais europeo e le stime di una produzione intorno ai 50 milioni di tonnellate nell’Unione europea porterebbero il raccolto ai livelli più bassi degli ultimi decenni. Per gli allevamenti significa un possibile nuovo aumento dei costi di alimentazione.
Prezzi e bollette, autunno all’insegna del caro-vita per gli italiani: l’inflazione torna a correreA completare un quadro già difficile ci sono trasporti e logistica. Il World Container Index è quasi raddoppiato tra aprile e agosto, mentre il Baltic Dry Index, riferimento per il trasporto di rinfuse come cereali e fertilizzanti, è cresciuto di circa il 40% in un anno.
Il rischio, dunque, è che l’agricoltura si trovi davanti a un autunno molto caldo sul fronte dei costi, proprio mentre deve fare i conti con margini già fragili e una crescente esposizione alle dinamiche dei mercati internazionali.
A rendere tutto ancora più incerto sono le guerre, le crisi geopolitiche, le rotte commerciali interrotte e l’aumento dei costi assicurativi. Se l’Europa dovrà importare più materie prime agricole, pagherà probabilmente un conto ancora più salato.
Per le imprese agricole potrebbe aprirsi una nuova stagione di sacrifici. E il timore è che, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto siano gli agricoltori e, alla fine della filiera, i consumatori.