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24/09/2026 ore 07.01
Economia e lavoro

Allarme Calabria: circa metà della popolazione a rischio povertà, regione ultima (quasi) in tutto

Occupazione al 50,3% e forti ritardi nell’uso dei servizi online: l’ultimo annuario statistico di Eurostat fotografa il divario della Calabria rispetto all’Europa. Cresce il ritardo strutturale con le altre aree dell’Ue

di Redazione Economia

La Calabria è tra le aree territoriali più fragili dell'intera Unione europea. Lo dice l 'ultimo annuario statistico regionale di Eurostat. Una conferma, non certo una sorpresa. Dall'analisi dei dati relativi all'occupazione, alle condizioni di vita, per finire al livello di digitalizzazione, la regione figura costantemente nei gradini più bassi delle classifiche continentali.

Mercato del lavoro: occupazione ai minimi europei

Nel 2025, in circa un quarto delle regioni dell'Unione europea (64 su 244) il tasso di occupazione è risultato inferiore alla soglia del 74%. In Italia si contano 11 regioni al di sotto di tale livello, e la Calabria registra il dato più basso in assoluto a livello nazionale: appena il 50,3% della popolazione lavora. Si tratta di un valore di poco inferiore a quello di Campania (50,8%) e Sicilia (51,4%), che colloca la regione tra i territori con i tassi di occupazione più bassi dell'intera Unione europea.

Povertà ed esclusione sociale: Calabria seconda in Europa

A livello dell'Ue, nel 2025 si contavano 92,7 milioni di persone a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 20,9% della popolazione complessiva. Se la regione ultraperiferica della Guyana francese guida questa classifica continentale con il 54,8%, la Calabria si posiziona al secondo posto assoluto in Europa: il 45,35% degli abitanti si trova ad affrontare il rischio di povertà o emarginazione sociale. Nella "top ten" delle regioni europee con i dati più critici figurano anche la Sicilia al terzo posto (44%) e la Campania al sesto (41,2%).

La produzione ad alta tecnologia non abita al Sud. La Calabria non compare sulle mappe dell’occupazione nel settore manifatturiero. Ed è in fortissimo ritardo nei servizi ad alta intensità di conoscenza (informatica, finanza, consulenza e servizi legali). Settori dominati dalla Lombardia.

Il profondo divario digitale: ritardi d'uso e carenza di competenze

L’innovazione tecnologica e digitale è stato uno dei punti chiave della programmazione Pnrr. La distanza tra la Calabria e le medie europee, però, risulta ancora particolarmente marcata negli indicatori legati alla transizione digitale e all'uso quotidiano delle tecnologie. Partiamo dai social network. Mentre la media europea registra oltre 2 persone su 3 (67,3%) che utilizzano i social network, la Calabria si colloca all'ultimo posto in Europa con il 45,5%, precedendo di poco tre regioni della Germania orientale. Nella fruizione dei servizi bancari online, la media dell'Ue si attesta al 69,7%, mentre la Calabria crolla al 17,8%. La regione condivide l'ultimo posto europeo con Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Sicilia e ampie aree di Bulgaria e Romania.

Per i servizi digitali e le interazioni online dei cittadini con la PA, la percentuale calabrese scende al 12,9%, contro una media europea del 57,7%.

Nell'area del Sud e delle Isole, inclusa la Calabria, infine, il livello delle competenze digitali si attesta ad appena il 18,6%, rispetto al 60,4% della media europea.