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20/03/2026 ore 06.45
Economia e lavoro

Atti suggeriti dall'Intelligenza artificiale, avvocato sanzionato dal giudice

Inesistenti i precedenti giudiziari citati dal legale in una causa civile a supporto delle tesi difensive

di Redazione Economia

Quattro precedenti giurisprudenziali per sostenere la tesi della propria cliente, senza che nessuno di questi fosse mai stato pronunciato dalla Cassazione. A formularli è stato un avvocato di Siracusa che è stato sanzionato dal Tribunale. 

La sentenza è del 20 febbraio scorso e riguarda un contratto di sublocazione di un immobile sito nella città siciliana. L'avvocato della difesa, nel sostenere la tesi della sua cliente, ha citato quattro sentenze di legittimità, ciascuna corredata da un passaggio testuale virgolettato. Ma il Tribunale ha verificato che nessuna delle sentenze citate conteneva i passaggi riportati dal legale. Una svista generata dall’utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale accompagnata dal mancato controllo delle informazioni.

L’avvocato è stato sanzionato perché, spiegano i giudici nella sentenza, «l'unica ipotesi residua, e al tempo stesso la più compatibile con la fenomenologia concreta del caso, è che il difensore si sia avvalso di uno strumento di intelligenza artificiale generativa senza sottoporre gli output ottenuti alla doverosa verifica sulle fonti primarie».

L’utilizzo di programmi del genere, ce ne sono già decine in commercio anche per usi giuridici, è consentito dalla Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, che disciplina l'uso dell'IA nelle professioni intellettuali. La normativa ne permette l'impiego solo come strumento di supporto e non sostitutivo del lavoro umano. I professionisti devono garantire trasparenza, informando chiaramente il cliente sull'uso dell'IA, e mantengono la piena responsabilità della prestazione.

«Esistono Ai associate alle banche dati – ha commentato il vicepresidente della Camera penale di Siracusa, Giuseppe Gurrieri - che vengono utilizzate da colleghi. Non scrivono gli atti, ma sviluppano determinati motivi di appello oppure analizzano documenti molto estesi. Quindi - ha concluso - un appropriato utilizzo dello strumento può essere utile».

L'uso dell'IA nella redazione di atti giudiziari accelera la ricerca giurisprudenziale e la creazione di bozze, ma comporta seri rischi se non assoggettata alla supervisione umana.

Il mancato controllo delle fonti documentali, giurisprudenziali o normative da parte dell'avvocato può costituire una colpa grave e, in determinate circostanze, configurare un abuso del processo, comportando serie responsabilità sia di natura disciplinare che civile.