Sezioni
Edizioni locali
05/01/2026 ore 06.30
Economia e lavoro

Aumentano i costi degli acquisti online dai Paesi extra Ue: tassa 2 euro per pacchi fino a 150 euro

Parte la nuova tariffa fissa. L’Italia anticipa l’applicazione dei dazi previsti da luglio 2026 dalla riforma del codice doganale dell’Unione europea

di Redazione Economia

Spedizioni più care per le compravendite di prodotti fino a 150 euro di valore per i pacchi provenienti dai Paesi extra europei. La tassa è in vigore dall’1 gennaio ed ogni invio costerà 2 euro. L’Italia ha deciso di anticipare l’applicazione dei nuovi dazi previsti dalla riforma del Codice doganale dell’Unione europea che prevede, a sua volta, una tassa di 3 euro a partire dall’1 luglio 2026, sempre per l’acquisto di merci di valore non superiore ai 150 euro. Il provvedimento rende di fatto più costosi gli acquisti realizzati sulle piattaforme e-commerce extra Ue, un mercato che in Italia ha raggiunto i 5 miliardi di euro di valore nel 2024. Complessivamente nel nostro Paese 35 milioni di persone hanno speso 60 miliardi di euro in beni e servizi digitali.

[Missing Caption][Missing Credit]

Il contributo obbligatorio peserà sui venditori di Paesi terzi registrati nello sportello unico per le importazioni Ioss (Import one stop shop). La tariffa sarà applicata a tutte le spedizioni di beni, non solo le transazioni di e-commerce (B2C), ma anche le transazioni tra privati sia di carattere commerciale (B2B) che tra consumatori finali (C2C). Il nostro Paese non è il solo ad aver previsto contromisure per tentare di frenare l’import di merci provenienti soprattutto dall’Asia dove, Cina in testa, i produttori applicano prezzi ridottissimi rispetto a beni omologhi realizzati dalle aziende europee.

[Missing Caption][Missing Credit]

Il nostro Paese non è il solo ad aver imposto una tassa aggiuntiva sulle spedizioni. La Romania fa pagare 5 euro a pacco e la Francia si appresta ad applicare la stessa tariffa. Dall’1 marzo anche Olanda e Belgio chiederanno un contributo in ingresso che dovrebbe essere compreso tra i 3 e i 5 euro.

I governi europei non nascondono che i provvedimenti messi in atto servono a frenare l’invasione dei prodotti asiatici venduti da catene del calibro di Temu e Shein in grado di azzerare la concorrenza europea e che ormai ne detengono una sorta di monopolio. Le due grandi holding cinesi hanno però già cambiato strategia per aggirare le restrizioni e stanno lavorando a progetti miliardari per delocalizzare produzione e logistica negli stessi Paesi europei. Una volta attrezzati magazzini e catene di distribuzione, i due colossi commerciali potranno continuare a vendere e spedire indisturbatamente le merci dal territorio Ue senza che siano più assoggettate al pagamento di dazi doganali.

?>