Bando infrastrutture Zes, 300 milioni al Sud (34 per la Calabria): parte la corsa ai fondi
Risorse Fsc destinate a viabilità, servizi e reti produttive del Mezzogiorno, con graduatorie regionali e focus su comuni, consorzi Asi e imprese che puntano su competitività, investimenti e rilancio economico territoriale
Al via le domande di partecipazione al bando per realizzare interventi infrastrutturali nelle aree industriali del Mezzogiorno. Fino al 15 maggio potranno essere inoltrate online sulla piattaforma telematica della Struttura di missione della Zona economica speciale all’indirizzo www.avvisibandi.strutturazes.gov.it.
La dotazione finanziaria ammonta a 300 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021–2027 (Fsc), ed è volta a finanziare interventi per migliorare la viabilità, le infrastrutture e i servizi pubblici delle aree industriali, produttive e artigianali del Sud.
I beneficiari sono i comuni con più di 5.000 abitanti dotati di aree Pip e i Consorzi per le aree di sviluppo industriale.
I finanziamenti potranno essere richiesti dalle aziende che hanno sede nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna e mirano a sostenere lo sviluppo, la crescita economica, la competitività territoriale e l’attrazione di nuovi investimenti nelle aree individuate. Alla Campania andranno 65 milioni e 32mila euro, alla Sicilia 57 milioni e 343mila euro, alla Puglia 49 milioni e 505 mila euro, alla Calabria 34 milioni e 43mila euro, alla Sardegna 32 milioni e 918mila euro, alla Basilicata 24 milioni e 520mila euro e al Molise 21 milioni e 636mila euro.
Sono ammissibili al finanziamento le spese per impianti, macchinari e attrezzature; per le infrastrutture relative alla viabilità; per fabbricati, lavori edili e impianti civili; per materiali, forniture e prodotti analoghi, direttamente imputabili all’investimento; le spese tecniche per la progettazione e i costi del personale relativi agli incentivi relativi alle funzioni tecniche collegate al finanziamento.
Alle domande che perverranno verrà attribuito un punteggio sulla base del quale verrà stilata la graduatoria di accesso ai finanziamenti. Ogni regione avrà una sua graduatoria di merito.
Sulla Zes si concentrano le speranze di molte imprese meridionali: nel 2025 le domande hanno superato la disponibilità economica. Duecentomila euro l’importo minimo dell’investimento che può essere assoggettato ad un credito di imposta che può anche arrivare a coprire l’intera somma.
Dal primo marzo 2024, data di avvio delle domande, al 30 giugno del 2025 la Svimez stima che nelle regioni del Sud siano state concesse 687 autorizzazioni uniche per un valore di 3 miliardi e 722 milioni di investimenti. I posti di lavoro sono 12.758. Il Governo ha stanziato 2,2 miliardi ma per far fronte alle 18mila domande presentate ci vorrebbe una somma 5 volte maggiore.
La Zes ha stimolato la creatività progettuale delle imprese italiane che hanno proposto investimenti per un valore complessivo di 22 miliardi. I dati del ministero dell’Economia e delle Finanze dicono che il credito di imposta relativo a investimenti realizzati e fatturati ammonta per ora solo a 349 milioni di euro.
In Calabria le richieste sono 670. Provengono per la maggior parte da piccole (340) e micro imprese (205) - le medie sono 91 e le grandi aziende sono solo 34 - che insieme rappresentano l’82% delle domande.
Le autorizzazioni uniche accolte al momento nella nostra regione sono 32, per investimenti pari a 168,9 milioni e un numero di occupati che arriva a 530 unità. Le richieste attivate in Calabria vanno a coprire crediti d’imposta per un importo complessivo di 240 milioni e 938mila euro. Le imprese calabresi hanno bisogno di innovare. I progetti presentati riguardano, nell’ordine, le spese di ristrutturazione, ammodernamento o acquisto di macchinari (37%), immobili (24%), attrezzature (23%) ed impianti (16).
Il bando infrastrutture servirà a potenziare gli impianti di produzione e a migliorare accessibilità e servizi.