Bilanci familiari in crisi, italiani costretti a indebitarsi per far fronte alle spese quotidiane
Sei su 10 non riescono ad arrivare a fine mese. Si ricorre ai prestiti per pagare affitto e cure mediche
La crisi si porta via i redditi delle famiglie. Far quadrare i conti diventa sempre più difficile. Sei italiani su 10 non riescono ad arrivare a fine mese. Circa un terzo è costretto a mettere mano ai propri risparmi per far fronte alle spese quotidiane e a quelle mensili. Quasi il 20% attesta di avere difficoltà a pagare tasse e tributi comunali. L’affitto di casa mette in difficoltà il 45% delle famiglie. Un terzo di queste fanno fatica a pagare il mutuo e le bollette domestiche. Un italiano su quattro non riesce a permettersi le spese mediche. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2026 di Eurispes. Una situazione, quella di difficoltà che preme sulla popolazione del nostro Paese, aggravata dagli effetti della crisi energetica causata dal conflitto in Medio Oriente. I prezzi salgono intaccando il potere d’acquisto e la capacità di risparmio e di spesa. Oltre un terzo degli italiani sostiene che nell’ultimo anno vi sia stato un deterioramento della propria situazione economica.
Aumenti dei prezzi e contrazione della spesa
Il peso dei rincari è avvertito maggiormente sulla spesa alimentare e sui carburanti. Sei italiani su dieci hanno rinunciato alle spese non necessarie, ai pasti fuori casa e ai viaggi. Ridotto il budget per vestiario e calzature, trasporti, arredo e servizi per la casa, cinema, spettacoli e attività culturali. Metà degli italiani rateizzano gli acquisti attraverso le piattaforme digitali prediligendo le offerte di prodotti a tasso zero. Ma in un anno la quota di acquirenti è calata del 15%.
Meno cure sanitarie
Aumenta il numero di chi rinuncia ai controlli medici periodici (34%) e alle cure odontoiatriche (32%). Seguono le visite specialistiche (23,4%), le spese veterinarie (20,4%), le terapie o interventi medici (19,8%) e l’acquisto di medicinali (15,7%).
Il potere d’acquisto delle famiglie
Il potere d’acquisto del ceto medio italiano è sceso del 7,5% circa dal 2021: il reddito reale delle famiglie si è ridotto dell’1,6%, mentre bollette, cibo e medicine sono aumentati oltre il tasso d’inflazione. Il reddito familiare medio è di circa 2.500 euro mensili: la ricchezza netta delle famiglie italiane è scesa del 5,5% nel decennio 2014-2024.
Aumenta il ricorso ai prestiti: il 20% degli italiani è sovraindebitato
Aumenta il ricorso ai prestiti per far fronte alle spese mensili: è stato richiesto da circa un terzo dei beneficiari, coppie con figli in testa. Uno su quattro ne ha fatto ricorso per pagare cure mediche. Cresce il numero degli italiani sovraindebitati per aver dovuto chiedere alle banche prestiti per saldare prestiti contratti con altre banche o finanziarie. Sono oltre il 20%.
La ricchezza, le tasse e i tributi
Il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene il 59,9% dell’intera ricchezza nazionale; la metà più povera ne detiene appena il 7,4%. Nel 2024 la ricchezza dei 71 miliardari italiani è cresciuta di 61,1 miliardi di euro (+166 milioni al giorno), raggiungendo 272,5 miliardi complessivi. Circa il 43% della popolazione italiana non versa l’Irpef; su 42,6 milioni di dichiaranti, 9 milioni (il 21%) presentano un’imposta netta pari a zero. Il 76,87% del gettito Irpef grava su soli 11,6 milioni di contribuenti.
Il nodo delle pensioni
Sempre più difficile accantonare risorse per la pensione. La natalità scende, la base contributiva si restringe, i salari reali ristagnano, il lavoro irregolare sottrae risorse al sistema, i giovani più qualificati emigrano portando con sé il capitale umano finanziato con risorse pubbliche. Nel 2040 si andrà in pensione a 70 anni con un assegno pari a poco più della metà dell’ultima retribuzione.