Bonus 2026, ecco tutti gli aiuti disponibili: importi, requisiti e come fare domanda
Assegno unico, Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati, Assegno di inclusione, Bonus donne e agevolazioni per la casa: la guida aggiornata ai principali bonus 2026, con importi, requisiti e scadenze
Bonus, assegni, contributi e agevolazioni: quali sono gli aiuti che si possono ottenere nel 2026 e chi può richiederli? Dall'Assegno unico al Bonus asilo nido, dal contributo per i nuovi nati agli incentivi per l'occupazione, sono diverse le misure che possono alleggerire le spese delle famiglie o favorire l'ingresso nel mondo del lavoro.
Non tutte le misure, però, funzionano nello stesso modo. Alcune prevedono un pagamento diretto da parte dell'Inps, altre sono riconosciute sotto forma di detrazione fiscale e altre ancora consistono in incentivi contributivi destinati alle aziende che assumono determinate categorie di lavoratori.
Abbiamo raccolto i principali bonus e sostegni da conoscere nel 2026, indicando per ciascuno a chi spetta, quanto vale, quali sono i requisiti e dove trovare le informazioni ufficiali per presentare la domanda.
Bonus 2026: quali sono i principali aiuti da conoscere
Tra le misure più importanti rientrano Assegno unico e universale, Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati, Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, agevolazioni per le lavoratrici madri e incentivi per le assunzioni di giovani e donne.
A queste si aggiungono le agevolazioni fiscali per la casa, tra cui le detrazioni per le ristrutturazioni e il Bonus mobili.
Un aspetto da tenere presente è l'ISEE. Dal 2026 è infatti operativo un ISEE specifico per alcune prestazioni familiari e per l'inclusione, applicabile, tra le altre misure, ad Assegno unico, Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati, Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro. Le nuove regole prevedono criteri più favorevoli per alcuni nuclei con figli.
Assegno unico 2026: quanto spetta e chi può riceverlo
L'Assegno unico e universale rappresenta uno dei principali strumenti di sostegno economico per le famiglie con figli a carico. La prestazione è destinata ai nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori e può essere riconosciuta per i figli minorenni e, in presenza dei requisiti previsti, per i figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni. Per i figli con disabilità non è previsto un limite di età. L'importo non è uguale per tutti: viene determinato sulla base della situazione economica del nucleo e può essere aumentato in presenza di specifiche condizioni familiari.
Nel 2026 gli importi e le soglie ISEE dell'Assegno unico sono stati rivalutati dell'1,4%. L'INPS ha inoltre chiarito che chi aveva già una domanda accolta non deve presentarne una nuova per il 2026: la prestazione prosegue automaticamente, salvo che la precedente domanda sia decaduta, revocata o respinta. Dal marzo 2026 viene utilizzato il nuovo ISEE per le prestazioni familiari e per l'inclusione. Senza un ISEE valido, l'assegno viene corrisposto negli importi minimi previsti.
Per chi vuole verificare l'importo spettante, l'INPS mette a disposizione anche strumenti di simulazione. È quindi importante controllare che la DSU sia aggiornata e che i dati relativi ai figli siano corretti. In caso di variazioni nella composizione del nucleo familiare, nascita di un figlio, raggiungimento della maggiore età o altre modifiche rilevanti, la situazione deve essere aggiornata secondo le regole previste dall'Istituto.
Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euro
Il Bonus asilo nido è destinato alle famiglie con bambini di età inferiore ai tre anni e può essere utilizzato per sostenere le spese relative alla frequenza di strutture educative autorizzate. Nel 2026 il contributo può arrivare fino a 3.600 euro all'anno per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 e con un ISEE per le prestazioni familiari e per l'inclusione, riferito al minore e neutralizzato dagli importi dell'Assegno unico, non superiore a 40.000 euro. Per i nuclei che non hanno un ISEE valido o superano la soglia sono previste somme inferiori. Per i bambini nati prima del 1° gennaio 2024 valgono invece fasce e importi differenti.
Il contributo viene riconosciuto per le spese effettivamente sostenute e può essere erogato per un massimo di undici mensilità nell'anno, senza poter superare l'importo della retta. Sono ammesse diverse tipologie di strutture educative, tra cui nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare, purché siano in possesso delle necessarie autorizzazioni.
Esiste inoltre una forma di sostegno per i bambini affetti da gravi patologie croniche che non possono frequentare il nido: in questo caso il contributo può essere destinato a forme di supporto presso l'abitazione. La domanda viene presentata online all'INPS oppure attraverso i patronati.
Per il 2026 l'INPS ha modificato anche la gestione della misura, rendendo le domande valide fino al terzo anno di età del bambino secondo le nuove disposizioni.
Importo 2026: fino a 3.600 euro annui per i bambini nati dal 2024 con ISEE specifico fino a 40.000 euro; per altre fasce ISEE sono previsti importi differenti.
Bonus nuovi nati 2026: 1.000 euro per ogni figlio
Il Bonus nuovi nati è una delle misure rivolte direttamente alle famiglie che hanno avuto un figlio nel 2026. Il contributo consiste in 1.000 euro una tantum per ciascun figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo nel corso dell'anno, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa. Per accedere al beneficio è necessario possedere un ISEE specifico per le prestazioni familiari e per l'inclusione, riferito al minore e neutralizzato dagli importi dell'Assegno unico, non superiore a 40.000 euro.
Il termine ordinario per presentare la domanda è di 120 giorni dalla nascita, dall'adozione o dall'ingresso del minore in famiglia. L'INPS ha previsto specifiche disposizioni transitorie per gli eventi verificatisi prima dell'apertura del servizio online.
La domanda può essere presentata direttamente attraverso i servizi online dell'INPS, tramite l'app INPS Mobile, attraverso il Contact Center oppure rivolgendosi a un patronato. Il beneficio non va confuso con l'Assegno unico: si tratta infatti di una misura distinta e una tantum.
Il Bonus nuovi nati è quindi particolarmente interessante per le famiglie che hanno avuto un figlio durante l'anno: oltre all'Assegno unico e agli eventuali altri sostegni spettanti, è possibile verificare anche l'accesso a questo contributo specifico.
Importo: 1.000 euro una tantum per ogni figlio, in presenza dei requisiti.
Bonus mamme 2026: attenzione alle regole
Il Bonus mamme è una misura destinata alle lavoratrici madri e va distinta dalle altre prestazioni familiari. Nel 2026 è importante prestare particolare attenzione alla denominazione e all'anno di riferimento, perché l'INPS ha pubblicato una specifica disciplina relativa al contributo previsto per il 2025.
La misura descritta dall'Istituto consisteva in un contributo di 40 euro mensili, fino a un massimo di 12 mensilità, destinato alle madri lavoratrici con almeno due figli e in possesso dei requisiti previsti. La misura relativa al 2025 era rivolta alle lavoratrici dipendenti e autonome in determinate condizioni reddituali, con esclusioni specifiche.
Per un articolo aggiornato a settembre 2026 è quindi fondamentale non presentare genericamente il Bonus mamme come se fosse un assegno automatico uguale per tutte le lavoratrici. Il lettore deve verificare a quale annualità si riferisce la misura e quali requisiti sono effettivamente in vigore.
L'INPS ha inoltre inserito il Nuovo Bonus mamme nel Portale della Famiglia e della Genitorialità, insieme al Bonus nuovi nati e agli strumenti relativi all'Assegno unico e al Bonus asilo nido. QUI IL Vademecum Bonus mamme – INPS
Assegno di inclusione 2026: chi può richiederlo
L'Assegno di inclusione (ADI) è una misura nazionale destinata ai nuclei familiari che si trovano in condizioni di particolare fragilità economica e sociale e che rispettano i requisiti stabiliti dalla normativa. Non è quindi un bonus rivolto indistintamente a tutti i cittadini con un reddito basso: per ottenere l'ADI devono essere presenti determinate condizioni familiari, economiche e di residenza, oltre agli altri requisiti previsti.
Nel 2026 sono cambiate alcune regole importanti. Una delle novità principali riguarda la continuità del sostegno: è stato eliminato il mese di sospensione che in precedenza si verificava dopo i primi 18 mesi di erogazione e dopo i successivi rinnovi. La durata ordinaria resta di un massimo di 18 mesi, rinnovabile per ulteriori periodi di 12 mesi, ma la prima mensilità del rinnovo viene riconosciuta nella misura del 50% dell'importo spettante.
Tra le condizioni economiche indicate dall'INPS rientra un ISEE in corso di validità non superiore a 10.140 euro, insieme agli altri requisiti relativi al reddito familiare, al patrimonio e alla composizione del nucleo.
L'ADI viene erogato mensilmente attraverso la Carta di inclusione. Nel 2026 il nuovo ISEE per le prestazioni familiari e per l'inclusione è stato applicato anche a questa misura.
Supporto per la formazione e il lavoro: 500 euro al mese
Il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) è una misura diversa dall'Assegno di inclusione e riguarda le persone che possono essere coinvolte in percorsi di formazione, qualificazione, riqualificazione e attivazione lavorativa. L'obiettivo è accompagnare il beneficiario verso il reinserimento nel mercato del lavoro attraverso attività e percorsi specifici.
La misura è rivolta, in presenza dei requisiti previsti, a singoli componenti dei nuclei familiari di età compresa tra 18 e 59 anni. Per accedere occorre presentare la domanda all'INPS e iscriversi al Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa, il SIISL.
Il beneficio economico previsto è un'indennità di 500 euro al mese, riconosciuta in presenza di effettiva partecipazione alle attività previste. Non si tratta quindi di una somma erogata automaticamente semplicemente sulla base della presentazione della domanda.
L'INPS precisa inoltre che il beneficio può essere riconosciuto per la durata della partecipazione alle attività, entro i limiti previsti dalla misura. Per chi sta cercando lavoro o vuole acquisire nuove competenze può rappresentare quindi un sostegno economico collegato a un percorso di attivazione professionale.
Importo: 500 euro mensili, in presenza dei requisiti e della partecipazione alle attività previste.
Bonus donne 2026: fino a 650 euro al mese
Il Bonus Donne 2026 è un incentivo rivolto ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato determinate categorie di lavoratrici considerate svantaggiate. È importante chiarire questo punto perché, nonostante il nome “bonus”, non si tratta di un pagamento diretto alla lavoratrice: il beneficio consiste infatti in un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
L'incentivo riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026. Tra le categorie interessate rientrano le donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi e altre lavoratrici che rispettano specifiche condizioni di svantaggio.
L'esonero può arrivare a un massimo di 650 euro al mese per ciascuna lavoratrice. Per una lavoratrice residente in una regione della ZES, il limite massimo può arrivare a 800 euro al mese secondo le condizioni previste. L'agevolazione può essere riconosciuta per un massimo di 24 mesi dalla data di assunzione.
Per le imprese interessate, la domanda di ammissione viene presentata all'INPS attraverso il Portale delle agevolazioni, secondo le indicazioni fornite dall'Istituto.
Importo: esonero contributivo fino a 650 euro al mese, elevato fino a 800 euro per determinate assunzioni di lavoratrici residenti nella ZES.
Bonus giovani e incentivi ZES: cosa sapere sulle assunzioni
Tra le agevolazioni legate al lavoro rientrano anche gli incentivi per le assunzioni di giovani e quelli collegati alla Zona economica speciale unica del Mezzogiorno. In questo caso è necessario prestare particolare attenzione alle date e alla disciplina applicabile, perché le misure hanno subito modifiche e proroghe nel corso del 2026.
Il cosiddetto Bonus Giovani è un incentivo contributivo rivolto alle aziende che effettuano determinate assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di lavoratori giovani. Il beneficio non viene quindi versato direttamente al ragazzo assunto, ma riduce il costo contributivo sostenuto dal datore di lavoro.
La disciplina relativa al Bonus ZES è collegata invece alle assunzioni effettuate presso sedi o unità produttive situate nelle aree comprese nella ZES unica. Anche questa misura è stata oggetto di modifiche nel corso dell'anno.
Per i lettori che sono lavoratori o giovani alla ricerca di occupazione, la cosa più importante da sapere è quindi che questi incentivi possono favorire le assunzioni, ma non rappresentano necessariamente un contributo che il lavoratore riceve direttamente sul proprio conto corrente. Sono strumenti rivolti soprattutto ai datori di lavoro per ridurre il costo contributivo delle nuove assunzioni.
Bonus ristrutturazioni 2026: cosa cambia per la casa
Tra le agevolazioni più importanti per chi possiede un'abitazione ci sono le detrazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Nel 2026 la Legge di Bilancio ha prorogato le aliquote previste per il 2025. In particolare, per gli interventi effettuati sull'abitazione principale, la detrazione può arrivare al 50%, mentre negli altri casi l'aliquota è del 36%, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa.
È importante sottolineare che non si tratta di un bonus che viene accreditato direttamente sul conto corrente: il beneficio viene fruito attraverso una detrazione dall'IRPEF, secondo le modalità previste dalla legge.
Per le spese edilizie è quindi necessario verificare il tipo di intervento, l'anno in cui viene sostenuta la spesa, l'immobile interessato e le condizioni previste dalla normativa fiscale.
Per chi sta programmando una ristrutturazione è importante verificare prima dell'inizio dei lavori la tipologia di intervento, il limite di spesa, l'aliquota applicabile e gli eventuali adempimenti necessari.
Detrazione 2026: fino al 50% per l'abitazione principale e 36% negli altri casi, secondo le condizioni previste.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: detrazione del 50%
Per chi effettua interventi che danno diritto alla detrazione per il recupero del patrimonio edilizio può essere interessante anche il Bonus mobili ed elettrodomestici. La misura consente di ottenere una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di determinati interventi di ristrutturazione.
Per il 2026 il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione è pari a 5.000 euro. La detrazione massima teorica può quindi arrivare a 2.500 euro, secondo le modalità fiscali previste.
La misura può interessare chi sta ristrutturando casa e deve acquistare mobili, cucine, armadi, letti o determinati elettrodomestici. Per gli elettrodomestici sono previste specifiche condizioni relative alle classi energetiche e alle tipologie ammesse.
Un aspetto fondamentale è il collegamento con i lavori di ristrutturazione: il Bonus mobili non va considerato come un incentivo completamente autonomo e generalizzato per acquistare arredamento. È necessario rispettare le condizioni previste dalla normativa e quelle relative agli interventi sull'immobile.
Importo: detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro nel 2026.
ISEE 2026: perché può cambiare l'importo dei bonus
Uno degli elementi più importanti da controllare nel 2026 è l'ISEE. Per alcune delle principali prestazioni familiari e di inclusione è infatti entrato in vigore un nuovo criterio di calcolo che può modificare la situazione economica considerata ai fini dell'accesso alle prestazioni.
Il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione viene utilizzato per Assegno unico, Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati, Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro. Le nuove regole prevedono, tra le altre cose, una modifica della franchigia relativa all'abitazione principale e maggiorazioni della scala di equivalenza collegate alla presenza di figli.
Questo significa che una famiglia non dovrebbe limitarsi a guardare il proprio vecchio ISEE per capire quali bonus può ottenere. È necessario verificare quale indicatore viene richiesto per la specifica prestazione e se la DSU presentata è aggiornata.
L'INPS ha inoltre sviluppato il Portale della Famiglia e della Genitorialità, che integra diverse prestazioni e strumenti dedicati alle famiglie.