✕
Sezioni
Edizioni locali
16/10/2026 ore 21.00
Economia e lavoro

Busitalia, Faisa Cisal alza la voce: «Tagli ai servizi e futuro incerto per i lavoratori, Gruppo Fs e Mit diano risposte»

Il sindacato chiede «un incontro urgente e la presentazione immediata di un piano industriale trasparente», chiamando in causa non solo la dirigenza aziendale ma anche le istituzioni competenti

di Redazione Economia

«A tre anni dall’acquisizione del ramo d’azienda della storica Simet S.p.A. – realtà che per quasi 80 anni ha garantito il diritto alla mobilità dei calabresi collegando la regione con il resto d’Italia e la Germania – il bilancio dell’ingresso di Busitalia (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) sul territorio appare drammaticamente negativo». Così, in una nota, il sindacato Faisa Cisal.

«Le promesse iniziali di rilancio industriale, potenziamento dei servizi e incremento dell'occupazione – si legge – sono state completamente disattese. Lo scorso 31 maggio è stata decretata la chiusura delle storiche linee a lunga percorrenza su gomma. A ciò si aggiunge la progressiva soppressione dei collegamenti ferroviari cruciali lungo la fascia jonica – come l'unico treno diretto da Sibari verso Bolzano – isolando ulteriormente un territorio già privo delle infrastrutture minime essenziali».

Assenza di investimenti e disimpegno commerciale

La Faisa Cisal evidenzia come «in questi tre anni Busitalia non abbia messo in atto alcuna vera strategia di sviluppo: zero investimenti sulla rete, nessuna campagna di marketing o promozione commerciale, né interventi per ottimizzare il servizio e intercettare la forte domanda di mobilità dei cittadini. Il progressivo calo dell'utenza appare dunque come l'inevitabile conseguenza di un disimpegno programmato, utilizzato poi come pretesto per giustificare i successivi tagli».

La precarizzazione del lavoro e il nodo dei fondi pubblici

«Mentre si smantellano i servizi di linea strutturali, ai lavoratori – sottolinea il sindacato – vengono offerti quasi esclusivamente turni dedicati ai servizi sostitutivi dei treni: commesse temporanee e a breve termine che non offrono alcuna prospettiva di stabilità alle famiglie e ai lavoratori coinvolti».

«A fronte di sfilate propagandistiche e annunci elettorali sulle nuove flotte, nei fatti la presenza del Gruppo FS non sta portando alcuno sviluppo concreto».

Le richieste della Faisa Cisal

Il sindacato chiede «un incontro urgente e la presentazione immediata di un piano industriale trasparente, chiamando in causa non solo la dirigenza aziendale ma anche le istituzioni competenti».

A Busitalia e Trenitalia si chiede di «chiarire una volta per tutte la strategia industriale per la Calabria, fermare i tagli alle linee a lunga percorrenza e presentare un piano di marketing e valorizzazione dei servizi».

Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e alla Regione Calabria: «rendere conto dell'utilizzo dei fondi e delle risorse pubbliche destinate alla mobilità su questo territorio, garantendo che le risorse statali vadano a tutela del diritto costituzionale alla mobilità e non al ridimensionamento dei servizi».

E sul fronte della tutela occupazionale: «superare la logica dei soli servizi sostitutivi temporanei per offrire garanzie di stabilità a lungo termine a tutti i lavoratori dell'ex ramo Simet».

«Non possiamo accettare che la Calabria continui a essere svuotata di servizi essenziali e che i lavoratori paghino il prezzo di una totale assenza di visione industriale», conclude la nota del sindacato Faisa Cisal.