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17/01/2026 ore 14.11
Economia e lavoro

Calabria, 60mila famiglie a rischio sfratto: il disagio abitativo cresce tra giovani, immigrati e pensionati

In tanti non riescono a permettersi l’affitto di casa a causa di precarietà occupazionale, stipendi bassi e costo della vita in aumento. La più colpita è la provincia di Cosenza che raccoglie un terzo delle situazioni di difficoltà

di Redazione Economia

Sessantamila famiglie in difficoltà. In Calabria il disagio abitativo colpisce soprattutto i residenti in provincia di Cosenza che raccoglie più di un terzo delle situazioni a rischio, il 36%. In generale il disagio riguarda gli under 30, le giovani coppie e le famiglie numerose e cresce il numero di immigrati che non possono permettersi l’affitto di casa. Aumentano le difficoltà anche per i pensionati con gli assegni più bassi. Numeri preoccupanti rispetto ai quali in questi anni Stato e Regione hanno fornito un minimo di sostegno: a novembre è partito l’ultimo bando da 9 milioni di euro che prevede la concessione di un bonus da 300 euro alle famiglie con redditi non superiori a 17mila euro. La garanzia di una casa non è per tutti. Un disagio che si aggiunge ad altro disagio. Messo insieme a precarietà occupazionale, stipendi bassi, impossibilità di pagare bollette e cure mediche e con il costo della vita in aumento risulta un mix esplosivo in una regione indicata tra le ultime e più povere dell’area euro.

L’ultimo report Caritas denuncia che ogni mese, per andare avanti, 1 famiglia calabrese su 4 deve decidere quali spese affrontare e quali accantonare: circa 140mila persone, il 7,65% della popolazione, vengono aiutate dal Banco alimentare. Secondo Eurostat nel 2024 il 48,8% della popolazione regionale (1,8 milioni di abitanti) era a rischio povertà o esclusione sociale. Chi fatica a sbarcare il lunario deve fare i conti con il rischio di finire in mezzo a una strada. Un paradosso: in Calabria i prezzi degli affitti sono i più bassi d’Italia e c’è una grande disponibilità di appartamenti soprattutto nei comuni più piccoli e nelle aree periferiche dei comuni più popolati. A pesare sono i redditi: le famiglie nelle fasce più a rischio dispongono di minori possibilità di rispettare gli impegni con i proprietari di casa che a loro volta non concedono gli immobili in fitto. I Comuni faticano molto e non hanno risorse per un sostegno diretto al disagio. L’edilizia residenziale pubblica è ferma al palo. Uil e Uniat Calabria, il dato è del 2024, denunciano che risultano inevase oltre 11mila domande. La spesa prevista per i 57 progetti finanziati con il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare è ferma all’8%, un dato che, lamenta il sindacato, «evidenzia lentezze amministrative e operative». Il Governo ha annunciato un Piano casa da 15 miliardi che prevede 100mila nuove unità abitative in dieci anni e la ristrutturazione di altrettante case popolari abbandonate o occupate abusivamente. I decreti attuativi che definiranno progetti e spesa di realizzazione disegneranno anche la mappa dei cantieri.

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