Carburanti, scade lo sconto del Governo: rischio stangata su benzina, diesel e bollette
Venerdì 22 maggio ultimo giorno a prezzi calmierati: servono altri 500 milioni per rinnovare il taglio delle accise. L’Italia insiste sulla sospensione del Patto di stabilità mentre guerre in Iran e petrolio alle stelle destabilizzano i mercati
Il 22 maggio prossimo scadrà lo sconto sui carburanti, il terzo di fila in poco meno di due mesi, deciso dal Governo per alleggerire l’aumento dei prezzi al distributore.
Lo sconto sui carburanti
Fino a venerdì sarà ancora possibile beneficiare della riduzione di 24,4 centesimi al litro sul costo del gasolio e di 6,1 centesimi al litro sul costo della benzina. Le quotazioni del petrolio restano molto alte, con il Brent che viaggia sui 110 dollari al barile, con il rischio di nuovi rincari del diesel. I prezzi non sono fissi e sono soggetti a continui aumenti che restringono gli effetti degli sconti.
Governo a caccia di risorse
Il taglio delle accise à stato finanziato in parte con l’extra-gettito Iva, in parte con i tagli alle spese dei ministeri, 527 milioni circa. Il costo complessivo dei tre decreti carburanti approvati dal Governo da marzo scorso ad oggi è di circa 1,4 miliardi. Il conflitto in Medio Oriente non è stato ancora risolto e lo Stretto di Hormuz è chiuso. Per rinnovare lo sconto servirebbero altri 500 milioni di euro. In mancanza di un intervento di Palazzo Chigi, da sabato i costi saranno tutti a carico dei contribuenti.
Il nodo trasporti
Ancora da sciogliere il nodo autotrasporto: proprio venerdì Governo e associazioni di categoria si incontreranno per discutere della questione. Si rischia lo stop prolungato di camion e tir. È infatti previsto uno sciopero di 5 giorni a partire dal 25 maggio.
Bruxelles chiede «misure mirate»
Lo sconto sulle accise è una misura temporanea con forti riflessi sulla spesa pubblica ma senza la quale la crisi energetica riverserebbe tutti i suoi effetti negativi sui contribuenti. Bruxelles ha chiesto a tutti i paesi di adottare «misure mirate» a sostegno di famiglie e imprese.
La mossa dell’Iran
L’Iran ha avviato contatti con i paesi Ue per trovare un accordo che consenta il transito delle navi. Ma potrebbe non bastare. Il ritorno alla normalità sarebbe comunque lento e senza sconti i prezzi al distributore potrebbero schizzare alle stelle insieme a quelli del gas portando dietro i listini dei generi di prima necessità e non solo.
Il passo falso di Usa e Israele
A quasi tre mesi dall’avvio delle ostilità l’unica cosa certa, al momento, è che Usa e Israele non sono riusciti a piegare il regime iraniano. Come è certo che la scelta interventista di Washington e Tel Aviv ha trascinato l’economia mondiale sull’orlo del baratro.
L’Italia insiste sulla sospensione del Patto di stabilità
La premier Giorgia Meloni ha inviato una lettera alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nella quale ha chiesto che la deroga al Patto di stabilità prevista per la difesa sia estesa anche alle spese per la crisi energetica. Con la mancata soluzione della crisi iraniana e con gli aumenti dei prezzi di carburanti ed energia «per il governo italiano – ha scritto Giorgia Meloni - sarebbe molto difficile spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe». L’idea che si è fatta il Governo è che l'estensione della deroga al Patto prevista per la difesa permetterebbe di utilizzare parte dei 14,9 miliardi assegnati per Safe per far fronte alla crisi energetica.
La risposta di Bruxelles
Nel botta e risposta a distanza le posizioni restano immutate. «La nostra posizione non è cambiata. Abbiamo presentato agli Stati membri una gamma di opzioni a loro disposizione per affrontare l'attuale crisi energetica. Al momento - dice la Commissione - non stiamo includendo la Clausola di salvaguardia nazionale tra queste opzioni. In questa fase, l'attenzione è rivolta allo sfruttamento pieno dei finanziamenti Ue disponibili, che sono davvero ingenti». La Commissione assicura che continua a «seguire da vicino gli sviluppi» ed «è pronta ad agire di conseguenza» anche avvalendosi «delle flessibilità esistenti».