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04/10/2026 ore 17.25
Economia e lavoro

Carburanti, scade lo sconto sulle accise: il diesel rischia nuovi rincari con il meccanismo delle accise mobili

Il Codacons chiede di prorogare sconti e price cap, mentre Adusbef calcola in oltre 4,7 miliardi di euro il maggior costo sostenuto dagli automobilisti negli ultimi sei mesi

di Redazione Economia

Domani 5 ottobre scadrà lo sconto sulle accise del gasolio da 6,1 centesimi di euro, taglio fiscale che lascerà il posto al meccanismo delle accise mobili e che potrebbe portare a rialzi dei listini del diesel.

Lo ricorda il Codacons, che evidenzia tuttavia come sconti e price cap introdotti dai marchi petroliferi abbiano portato nell'ultima settimana a ribassi generalizzati dei prezzi in tutta Italia.

In base allo studio del Codacons, associazione che ogni giorno monitora l'andamento dei prezzi in Italia, sulla rete ordinaria il prezzo medio della benzina è diminuito in sette giorni di 11 centesimi di euro, pari ad un risparmio da 5,5 euro a pieno, mentre quello del gasolio è sceso di 13,3 centesimi, con una minore spesa da 6,65 euro a pieno.

Sulle autostrade il ribasso è stato più marcato, -19 centesimi la benzina, -19,1 centesimi il gasolio, pari ad un risparmio da circa 9,5 euro sul pieno.

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+30,2% di aumento rispetto al periodo antecedente la guerra in Iran

Tuttavia gli italiani continuano a pagare un litro di gasolio 52,1 centesimi di euro in più (+30,2%) rispetto al periodo antecedente il conflitto in Iran, con una maggiore spesa da oltre 26 euro a pieno - calcola il Codacons.

Su tale situazione incombe la fine del taglio delle accise da 6,1 centesimi di euro sul gasolio, misura che scadrà domani 5 ottobre per essere sostituita dal meccanismo delle accise mobili - ricorda l'associazione - Per questo chiediamo alle compagnie petrolifere di prorogare sconti e price cap almeno fino a fine anno, considerato che le quotazioni petrolifere sono ancora a livelli elevatissimi e che il conflitto in Medio Oriente non sembra destinato a risolversi a breve.

In soli 6 mesi il caro-carburanti è costato agli automobilisti italiani oltre 4,7 miliardi di euro a titolo di maggiori spese ai distributori, e solo a luglio e agosto l'aggravio sui rifornimenti ha raggiunto quota 1,7 miliardi di euro. I dati arrivano da Adusbef che ha analizzato i consumi di carburante sulla rete calcolando l'impatto dei rincari sulle tasche delle famiglie.

Considerando il periodo che va da marzo ad agosto 2026, i litri di benzina e gasolio venduti su strade e autostrade italiane (escludendo l'extra-rete) in ogni singolo mese, e i prezzi medi mensili dei carburanti alla pompa, gli automobilisti hanno speso in sei mesi circa 30 miliardi di euro a titolo di rifornimenti - spiega Adusbef - Nell'analogo periodo del 2025, complice anche una diversa composizione delle accise per effetto del riordino scattato lo scorso gennaio, il conto era stato di 25,3 miliardi di euro.

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Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende intanto noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna - domenica 4 ottobre 2026 - il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,049 euro a litro (2,052 ieri) per la benzina e 2,244 euro al litro per il gasolio (2,247 ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,064 euro per la benzina e 2,268 euro per il gasolio.