Caro carburante, ancora fermi i pescherecci a Schiavonea: «Servono misure urgenti, intervenga il Governo»
La protesta riguarda anche i pescatori di Cirò e di Cariati. Andrà avanti fin quando «non ci saranno risposte certe da parte delle istituzioni»
Attività di pesca ancora sospesa nel porto di Corigliano-Rossano, nella frazione di Schiavonea per la protesta dei pescatori del litorale ionico a causa del caro carburante e dell'incertezza dell'attività per il futuro. I pescherecci sono tutti ormeggiati nel porto di Corigliano e le reti sono in barca.
La protesta, fanno sapere i pescatori, andrà avanti fino a quando non ci saranno risposte certe da parte delle istituzioni che permettano di riprendere a lavorare con costi sostenibili.
«I pescatori - ha detto l'ex senatrice Rosa Silvana Abate, portavoce dei pescatori - hanno fermato i pescherecci perché l'altissimo costo del carburante non permette loro di recuperare le spese, addirittura neppure quelle del carburante stesso. Ieri c'è stato un incontro pacifico con tutti i pescatori e allo stesso tempo abbiamo interessato del problema sia il sindaco della città, Flavio Stasi che i rappresentanti della Regione. I pescatori chiedono, inoltre, garanzie al governo centrale affinché possa farsi portavoce in commissione europea ottenendo misure sul caro carburante. La protesta riguarda anche i pescatori di Cariati e Cirò, con i quali siamo in sinergia».