Caro carburante, fermo nazionale dei tir proclamato da Unatras: «Silenzio assordante del Governo»
Non c’è una data certa ma possibile avvio nella seconda metà di maggio. Il settore denuncia costi oltre i 2 euro al litro e misure ritenute insufficienti. Trasportounito, invece, conferma uno stop immediato di cinque giorni
Il Comitato esecutivo di Unatras ha proclamato il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci, denunciando una situazione ormai «insostenibile» per il comparto e puntando il dito contro il mancato intervento del Governo sul caro carburanti. Alla mobilitazione si affianca anche Trasportounito, che ha già annunciato uno stop di cinque giorni.
La decisione è stata assunta al termine di una riunione molto partecipata a Roma. Il Comitato esecutivo ha dato mandato al Comitato di Presidenza di definire modalità e tempi del fermo nel rispetto delle norme vigenti. Al momento, non esiste una data certa: considerando il preavviso minimo di 25 giorni previsto dalla regolamentazione sugli scioperi, l’astensione potrebbe scattare nella seconda metà di maggio.
A chiedere il blocco erano state le assemblee territoriali, consultate per raccogliere le istanze della categoria. Dalle imprese – grandi, medie e piccole – è emersa una posizione univoca: sospendere i servizi per richiamare l’attenzione su una crisi definita «ormai insostenibile».
Secondo le associazioni, il comparto – circa 100mila imprese e 500mila lavoratori – è messo in difficoltà dall’aumento del costo del gasolio, stabilmente sopra i due euro al litro, e da misure governative giudicate inadeguate. «Si continua a lavorare in perdita», viene evidenziato attraverso una nota, con il rischio concreto di compromettere la continuità della catena logistica nazionale.
«Questa è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica», si legge in una nota di Unatras, che sottolinea come i provvedimenti adottati finora «si siano rivelati insufficienti» e abbiano finito «per danneggiare l’autotrasporto professionale».
Le associazioni denunciano inoltre la mancata apertura di un confronto istituzionale: «È inconcepibile che le organizzazioni aderenti non siano state neanche convocate dal Governo per discutere la gravissima situazione del settore».
Tra le richieste avanzate figurano l’emanazione immediata del decreto attuativo sul credito d’imposta, interventi a sostegno della liquidità – come la sospensione di versamenti fiscali e contributivi – l’attuazione delle norme già previste, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e la compensazione dei rimborsi accise, oltre a misure straordinarie a livello europeo.
Sul fronte della mobilitazione, Trasportounito ha già confermato uno stop di cinque giorni, dalle ore 24 di domenica fino al 24 aprile. «L’aumento nel costo dei carburanti – afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – ha fatto deflagrare una crisi di una gravità senza precedenti; e ciò accade nella totale latitanza delle istituzioni e del ministero competente».
Intanto si attende anche la posizione di Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici), che ha convocato un Consiglio generale straordinario per valutare l’impatto della crisi internazionale sui prezzi dei carburanti e le ricadute sul settore.