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08/10/2026 ore 11.34
Economia e lavoro

Caro carburante: il Governo congela le accise mobili in attesa dell’ok di Bruxelles ai 14 miliardi per la spesa energetica

Palazzo Chigi prende tempo e chiede alle compagnie petrolifere di inglobare il taglio fiscale (6,1 centesimi al litro per il gasolio) nel price cap

di Carmelo Idà

Il Governo prende tempo. E dopo 7 mesi di rincari e 13 rinnovi di misure straordinarie per contenere gli aumenti ha deciso di congelare l'attivazione automatica delle accise mobili. L’ultimo sconto fiscale di 6,1 centesimi sul gasolio è scaduto lunedì. Palazzo Chigi ha deciso di non far scattare subito la proroga.

Il meccanismo è finanziabile mediante l'extragettito Iva generato dai recenti aumenti del greggio. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha assicurato che, sulla base delle rilevazioni di settembre, sono disponibili circa 160-170 milioni di euro destinabili a questo scopo. Tuttavia, il Governo sta valutando se sia più efficace impiegare subito questa somma o conservarla come provvista per quando scadranno le attuali misure di contenimento.

Palazzo Chigi ha fatto intendere che auspica che le compagnie petrolifere che hanno applicato il price cap possano assorbire entro la soglia fissata anche i 6 centesimi di mancato sconto sulle accise del diesel.

Eni, il primo gruppo ad aver fissato il tetto ai prezzi, oggi seguito da IP, Q8 e Tamoil, ha fatto sapere che «condivide le necessità espresse dal presidente del Consiglio e sta applicando, e applicherà, una politica commerciale responsabile e compatibile con l’andamento delle quotazioni internazionali» per mantenere i prezzi di gasolio e benzina «a un livello sostenibile». L'azienda ha tuttavia precisato che l'assorbimento dell'aumento non può avvenire tramite una riduzione d'ufficio del proprio tetto di prezzo, ma agendo sulle leve dei prezzi consigliati ai propri distributori.

Nel concreto, sfruttando il recente ribasso dei prodotti raffinati sui mercati internazionali, Eni ha ridotto di 4 centesimi il tetto massimo del proprio gasolio, portandolo a 2,21 euro al litro dopo che era salito a 2,25 euro. Le altre principali compagnie hanno invece adeguato i propri tetti verso l'alto a seguito del termine dell'agevolazione fiscale.

La decisione del Governo di non prolungare il taglio delle accise ha scatenato dure reazioni politiche. 

I partiti di opposizione hanno chiesto al centrodestra di utilizzare subito l'extragettito Iva. Pd, Movimento 5 Stelle e Avs spingono per l'attivazione immediata del taglio delle accise per venire incontro alle esigenze di risparmio di famiglie ed imprese.

Cresce il gasolio, cala la benzina

I listini dicono che la corsa del diesel non si arresta mentre la benzina registra un sensibile calo dei prezzi.

In base ai rilevamenti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio della benzina (in modalità self service) praticato sulla rete stradale è 2,043 euro (in calo rispetto ai 2,048 euro di ieri), mentre sulle auto strade è 2,054 euro ((in calo rispetto ai 2,062 euro di ieri).

La provincia dove il prezzo medio giornaliero stradale è più elevato è Nuoro, seguita da Bolzano e Isernia. Sondrio ha invece il prezzo medio giornaliero stradale più basso, seguita da Monza-Brianza e Genova.

Il prezzo medio del gasolio sulla rete stradale è invece di 2,244 euro (in crescita rispetto ai 2,242 euro di ieri), mentre sulle autostrade è di 2,267 euro (stabile rispetto ai ieri).

La provincia dove il prezzo medio è più elevato è Nuoro, seguita da Pistoia e Trieste. Sondrio ha il prezzo medio giornaliero più basso, seguita da Barletta-Andria-Trani e Genova.

Associazioni dei consumatori all’attacco

Il mancato rinnovo del taglio sulle accise ha scatenato la dura reazione delle associazioni dei consumatori. L'Unione nazionale consumatori chiede al Governo di mantenere l’impegno di prolungare il taglio fiscale.

Il Codacons avverte che in soli due giorni il gasolio sia rincarato di 1,9 centesimi al litro sulla rete viaria ordinaria e di 2,1 centesimi in autostrada: un aggravio medio di circa 1 euro a pieno.

L'Adusbef stima un maggior costo pari a 3,05 euro per un pieno da 50 litri di gasolio.

Coperture interne e lo scoglio del Patto di stabilità europeo

A livello istituzionale si cercano opzioni per riattivare i sostegni. Il viceministro all'Economia, Maurizio Leo, ha chiarito che il confronto interno è aperto e che si lavora alla ricerca delle coperture necessarie. Tra le soluzioni vagliate vi è l'ipotesi di agire sulla tassazione indiretta riguardante altri prodotti, mentre sarebbe già pronto un decreto interministeriale per sbloccare le accise mobili una volta trovato l'accordo politico nella maggioranza.

Il confronto con Bruxelles

Un tassello cruciale della partita si gioca tuttavia a Bruxelles. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha deciso di porre il tema dell'impatto dell'inflazione e del caro carburanti all'attenzione dei vertici dell'Eurogruppo e dell'Ecofin. Da parte delle fonti diplomatiche dell'Unione europea si fa notare che, sebbene le regole del Patto di Stabilità consentano di tenere conto dell'inflazione straordinaria nei percorsi di spesa pubblica, la normativa quadro limita l'uso dell'extragettito Iva come "tesoretto" discrezionale per finanziare interventi di spesa o riduzioni di tasse. Di conseguenza, l'intero pacchetto carburanti rimane temporaneamente in stand-by.