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11/04/2026 ore 06.48
Economia e lavoro

Caro carburante, il governo prova a fermare le speculazioni ma per famiglie e imprese è sempre più dura

I prezzi ai distributori non scendono e il taglio delle accise costa un miliardo al mese. Palazzo Chigi pronto ad intervenire. L’Aie avverte: «A rischio una crisi globale dei beni alimentari»

di Redazione Economia

«Energia sufficiente e a prezzi il più possibile contenuti». È l’obiettivo del Governo ribadito dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera e al Senato, nel corso della sua informativa al Parlamento. La situazione si presenta molto difficile ma «non siamo in uno scenario» di crisi grave. La premier sostiene che si può mettere mano al Patto di stabilità sospendendolo come accaduto durante la pandemia e ha ribadito che l’Italia «rimane pronta ad attivare ogni misura per prevenire comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche». Sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche, l’Italia ha fatto un passo ufficiale a Bruxelles insieme a Germania, Austria, Spagna e Portogallo chiedendo una soluzione condivisa. Roma ha chiesto nuovamente lo stop all’Ets sui limiti delle emissioni di gas serra per il termoelettrico fino al riallineamento globale dei prezzi dell’energia.

Anche se «non siamo nello scenario» di crisi peggiore ci troviamo in una situazione di oggettiva difficoltà causata dallo shock energetico che sta colpendo famiglie ed imprese. I prezzi non scendono. Il decreto carburanti, giunto al suo secondo rinnovo nel giro di poche settimane, costa alle finanze statali 1 miliardo di euro al mese. Il Governo ha nuovamente avvertito le compagnie petrolifere sui rischi legati a «comportamenti speculativi» lungo la filiera e ha chiesto prezzi calmierati ai distributori dove gli aumenti giornalieri hanno di fatto azzerato gli effetti del taglio delle accise.

«Prorogare - ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro della Sicurezza energetica, a "24 Mattino" su Radio 24 - vuol dire tassare tutti i cittadini, perché si tratta di ribaltare su altri, o sul sistema più allargato, l'onere che è di quasi 1 miliardo al mese, quindi un onere pesante. La misura non può essere fatta a debito – sottolinea il ministro - perché rischieremmo di sforare il 3% di deficit, con conseguenze sui tassi di interesse e sulla credibilità. Verrebbe a costare molto di più agli italiani. Verso il 28-29 di aprile, se i prezzi delle forniture saranno ancora alti, verrà fatta una valutazione. È vero che oggi i prezzi sono ancora alti - ha evidenziato il ministro - ma ciò che viene venduto oggi probabilmente è stato comprato due mesi fa, quando erano bassi. Pichetto Frattin si è detto «tranquillo» sul fronte delle «forniture di gas» mentre ha avvertito che «per il petrolio possono esserci delle disfunzioni dovute ad alcuni blocchi». «Solo una settimana fa abbiamo rilasciato, in solidarietà, 10 milioni di barili di petrolio – ha ricordato il ministro - circa il 12% del nostro stoccaggio. Le misure si prendono quando c'è carenza. Ma complessivamente sul fronte petrolifero e delle disponibilità non ho grandi preoccupazioni». C’è però la questione del carburante per i voli. «Una criticità - dice il ministro - perché una gran parte della produzione del Jet Fuel arriva dal Golfo Persico, ed quello che ha subito in questi tempi la maggiore carenza a livello di offerta, ed è su questo che dobbiamo intervenire». Secondo il Financial Times gli aeroporti europei hanno un’autonomia di tre sole settimane. Mentre l’Agenzia internazionale dell’energia avverte che si rischia la crisi globale sul fronte di produzione e fornitura dei beni alimentari.