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20/08/2026 ore 10.14
Economia e lavoro

Caro carburante, il taglio delle accise è un flop: il diesel viaggia spedito verso i 3 euro al litro

L’allarme di FederPetroli: il gasolio minaccia di toccare la soglia record entro l'autunno. Prezzi in continuo aumento da Nord a Sud

di Carmelo Idà

Lo scenario è dei peggiori. Un balzo in avanti del diesel fino a sfondare quota 3 euro al litro. Un incubo per le economie nazionali e per i portafogli di famiglie ed imprese che potrebbe materializzarsi in tempi brevi. A paventare questa disastrosa ipotesi è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia che - spiega ad Adnkronos - non nasconde di "guardare con preoccupazione all'evoluzione della crisi in Medio Oriente".

L'ombra di un autunno carissimo si allunga sulle strade italiane alimentata dalle incertezze geopolitiche legate ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.

FederPetroli Italia ritiene che il raggiungimento della soglia dei 3 euro nei prossimi mesi non è affatto un'eventualità remota. Il presidente ha precisato che non si tratta di un aumento immediato, ma di una tendenza che potrebbe consolidarsi "in pochissimi mesi" in assenza di una decisa de-escalation internazionale. Il nodo è la soluzione del conflitto in Iran, senza la quale ci sarebbe, dice Marsiglia, un vero e proprio “stravolgimento” del mercato.

La crisi energetica è alimentata da una combinazione di fattori globali che agiscono come un moltiplicatore di prezzo. In questo contesto, il Brent (il petrolio del Mare del Nord) si mantiene su livelli elevati, tra i 92 e i 93 dollari al barile, mentre il gas ha toccato quota 63 euro/MWh. Tuttavia, è proprio il gas a preoccupare maggiormente per l'impatto che avrà sui costi energetici di aziende e famiglie nei mesi di ottobre e novembre.

Le tariffe energetiche dipendono dalle quotazioni del gas. Più si alzerà l’asticella, maggiore sarà la possibilità di volare verso quota 3 euro.

Altro elemento che sta diventando voce di bilancio nelle analisi sui rincari è il costo di produzione dei carburanti: la spesa fa salire il prezzo finale pagato dai consumatori.

La realtà italiana: asimmetrie e prezzi record

In Italia, la situazione è aggravata da una "asimmetria" strutturale nella trasmissione dei prezzi. I dati dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani confermano che quando il prezzo del greggio sale, l'adeguamento alla pompa è quasi immediato: i 2/3 dell'aumento vengono recepiti in 3 giorni e la totalità in 10 giorni. Al contrario, le riduzioni sono molto più lente: dopo 3 giorni viene recepita solo 1/3 della discesa, e occorrono 17 giorni per vederne riflessi i 4/5.

Alla domanda sul perché in Italia i carburanti costino più che nel resto d'Europa, Michele Marsiglia risponde senza esitazioni: "È la tassazione. Noi abbiamo le accise - dice il numero uno di FederPetroli - abbiamo una tassazione piuttosto alta".

La corsa dei carburanti prosegue

Intanto, la corsa dei carburanti prosegue quasi indisturbata. I numeri attuali mostrano segnali allarmanti. In autostrada, la benzina self ha raggiunto una media di 2,178 euro/litro, mentre il gasolio si attesta sui 2,173 euro/litro. Sulla rete ordinaria, il gasolio viaggia mediamente sui 2,107 euro. Casi limite sono già stati registrati in provincia di Cuneo, dove alcuni distributori fuori autostrada hanno venduto gasolio a 2,863 euro al litro.

Il taglio delle accise di 17 centesimi al litro è stato azzerato dagli aumenti e lo sconto fiscale ha praticamente cessato i suoi effetti.

Lo sconto è in scadenza il 25 agosto. Il governo sta valutando di prorogarlo utilizzando l'extragettito IVA sui carburanti, ma la strada è in salita. Fino ad oggi, lo Stato ha speso complessivamente 2,37 miliardi di euro in nove provvedimenti per tentare di "raffreddare" i prezzi, attingendo anche a tagli di fondi ministeriali.

Il Codacons chiede non solo la proroga dello sconto sul gasolio, ma la sua estensione anche alla benzina "verde", i cui prezzi hanno superato i livelli precedenti al varo dello sconto fiscale.

Chiedono interventi urgenti anche Fapi e Confimprenditori. Micro e piccole imprese, dicono, sono ormai allo stremo per l’effetto congiunto della crisi sulle bollette e su trasporto e logistica.