Caro carburanti, il Consiglio blinda i 15 milioni alle imprese calabresi: attesa per sapere chi (e come) avrà i fondi
Le risorse in parte derivano dai risparmi ottenuti dall’abrogazione della legge sui sottosegretari (7 milioni di euro). In settimana la giunta dovrà individuare i codici Ateco e definire importi e modalità di accesso
I fondi ci sono, resta ora da capire a chi saranno assegnati e in quale misura. Incassato l’okay dal Consiglio regionale, la parola passa adesso alla giunta che nei prossimi giorni dovrà riunirsi per individuare i codici Ateco, e quindi le attività produttive che potranno ricevere le risorse a ristoro dei maggiori costi sostenuti a causa del caro carburante. Si tratta dei 15 milioni annunciati dai social lo scorso sabato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.
L’emendamento è stato approvato nel pomeriggio all’assestamento di bilancio. Nel testo si legge che «l'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi "una tantum" a fondo perduto alle imprese, nel limite massimo di euro 15.000.000 a parziale ristoro delle spese sostenute nell'anno 2026, a fronte degli oneri sostenuti per l'aumento dei costi del carburante».
Secondo quanto stabilito, potranno beneficiare del contributo le imprese che, appunto, rientrano nei codici Ateco che la stessa giunta dovrà a stretto giro individuare con propria deliberazione. La riunione dell’esecutivo è attesa per questa settimana, l’attenzione resta molto alta per comprendere chi potrà accedere al contributo e, soprattutto, a quali tra le categoria maggiormente colpite sarà principalmente rivolta la misura.
Se agli agricoltori, agli autotrasportatori o ad entrambe le categorie, o ancora ad altre. La delibera di giunta dovrà dunque stabilire «l'ammontare massimo del contributo, i criteri e le modalità per la concessione». Certamente la platea di beneficiari non potrà essere così estesa per evitare la parcellizzazione delle risorse e quindi stanziamenti dagli importi eccessivamente ridotti.
Le risorse derivano in parte dai risparmi ottenuti dall’abrogazione del referendum sui sottosegretari: sette milioni di euro inizialmente impegnati per l’organizzazione delle operazioni di voto, i restanti otto milioni dall’avanzo di gestione dell’esercizio finanziario 2025. Nella relazione all’emendamento si legge che «l'attuale situazione di crisi derivante dal "caro carburante" richiede l'attivazione di misure straordinarie di sostegno al sistema produttivo calabrese».