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19/10/2026 ore 14.23
Economia e lavoro

Caro energia e materie prime alle stelle, i panifici costretti ad aumentare i prezzi: «Situazione insostenibile»

Un settore pilastro dell’alimentazione dei cittadini vive una lotta quotidiana contro i costi di gestione. Il grido d’allarme dei panifici di Gioia Tauro: «Non è nostra intenzione gravare sulle tasche dei nostri clienti. Ma o ritocchiamo i prezzi o chiudiamo. Non si può arrivare a fine mese e avere nelle tasche solo le briciole»

di Giuseppe Mancini

Il pane è molto più di un semplice alimento, rappresenta una delle fondamenta storiche, culturali, economiche e nutrizionali della collettività. Tuttavia, oggi, caro energia, costi dei carburanti alle stelle e un aumento incontrollato delle materie prime, stanno mettendo in ginocchio le panetterie. Un settore pilastro dell’alimentazione dei cittadini vive una lotta quotidiana contro i costi di gestione. La situazione, non riguarda i singoli esercizi, ma l’intera filiera. Quando il costo del gas per i forni raddoppia, e il prezzo della farina e altri alimenti subiscono impennate repentine, il margine di manovra si azzera. Ai panificatori non rimane altra opportunità che aumentare i prezzi. Non per una strategia di profitto, ma come un atto di pura sopravvivenza. Ed è ciò che sta accadendo anche a Gioia Tauro, dove i panifici sono stati costretti ad allineare i prezzi del pane a 3.60€/Kg, come già avvenuto in precedenza in altri paesi limitrofi.

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«Siamo arrivati a un bivio drammatico- dichiarano ai nostri microfoni i fratelli Gabriele e Valentino D’Agostino titolari del rinomato panificio “L’Arte del pane” di Gioia Tauro -Non è nostra intenzione gravare sulle tasche dei clienti, che sono anche i nostri vicini di casa e amici. È l’ultima cosa che volevamo fare. Ma siamo di fronte a una scelta obbligata: o ritocchiamo i prezzi del pane o siamo costretti a chiudere le serrande definitivamente. Non vogliamo mandare a casa i nostri dipendenti, che sono parte della nostra famiglia. È una situazione insostenibile. C’è stato un rincaro dell’energia elettrica del 50%. Lievito, riso, prosciutto, olio, pomodori, zucchine e altri alimenti hanno avuto un’impennata. Tant’è che avevamo pensato di escludere alcuni prodotti dalle nostre teglie di pizza. Per molto tempo abbiamo lavorato sottoprezzo. Non si può arrivare a fine mese e avere nelle tasche solo le briciole. Siamo stretti in una morsa per colpa del Governo, che ci vede come serbatoi da prosciugare e non aiuta le piccole e medie imprese. Siamo noi a tenere in piedi l’economia della nazione, no la grande distribuzione».

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È necessario accendere un riflettore su questa crisi. La speranza è che questo grido d'allarme venga ascoltato prima che sia troppo tardi. Il pensiero dei fratelli D'Agostino, per dare continuità a un settore che sta vivendo momenti difficili, è condiviso anche dagli altri panifici gioiesi: "Il Forno Santa Rita" di Giovanni Gagliostro, "Il Forno di Francesco Pio" di Maria D'Agostino, "La Golosa Bakery" di Enzo Piromalli.