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22/10/2026 ore 08.14
Economia e lavoro

Caro gasolio, oggi il decreto del governo: 535 milioni tra rimborsi e nuovi aiuti ai camionisti. Ecco le anticipazioni

Il Consiglio dei ministri prepara nuove misure per autotrasporto e agricoltura: 430 milioni già stanziati vengono sbloccati, con altri 45,2 e 60 milioni previsti. Intanto nel Sud i blocchi mettono a rischio rifornimenti e prodotti alimentari

di Redazione Politica

Il governo si prepara a varare nuove misure per sostenere autotrasportatori e agricoltori, alle prese con il caro carburante e con costi che continuano a pesare sulle attività. Il Consiglio dei ministri, convocato per oggi, 22 ottobre, alle 12, dovrebbe approvare un decreto legge che riunisce gli interventi per i due comparti, mentre nel Sud Italia proseguono i blocchi e crescono le preoccupazioni per le ripercussioni sulla distribuzione delle merci. Il provvedimento, messo a punto durante un vertice a Palazzo Chigi presieduto dalla premier Giorgia Meloni, punta innanzitutto a sbloccare risorse già stanziate e ad aggiungere nuovi fondi per compensare gli aumenti del gasolio. Sul fronte della logistica, intanto, le interruzioni stanno creando difficoltà ai negozi e alla catena di approvvigionamento, con merci che non raggiungono le destinazioni previste e il rischio di sprechi alimentari.

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Autotrasporto, sbloccati 430 milioni e altri 105,2 milioni in arrivo

Il primo intervento riguarda i 430 milioni di euro già stanziati per il credito d'imposta sul carburante, riferiti al periodo compreso tra marzo e agosto. Le risorse, destinate alle imprese che hanno presentato domanda, non erano state finora erogate a causa di lungaggini burocratiche, nonostante le circa 32mila richieste presentate. Dopo il confronto con le associazioni di categoria, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi hanno confermato lo sblocco dei fondi. Il nuovo decreto dovrebbe inoltre prevedere 45,2 milioni di euro aggiuntivi rispetto a quanto già previsto e altri 60 milioni per coprire i rimborsi sul gasolio acquistato dal primo settembre al 5 ottobre. Per le fatture relative a quest'ultimo periodo dovrebbe essere estesa la compensazione attraverso crediti d'imposta fino al 31 dicembre 2027.

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Aiuti anche alle piccole imprese con pochi mezzi

Tra i nodi ancora da affrontare c'è la situazione delle imprese di autotrasporto più piccole, spesso a conduzione familiare e con flotte composte da appena quattro o cinque veicoli. Si tratta di operatori che possono avere mezzi più datati e che, in base ai requisiti previsti dalle norme europee, rischiano di non poter beneficiare di alcuni contributi destinati alle aziende con veicoli più recenti. Salvini starebbe lavorando per individuare strumenti di sostegno anche per queste realtà, particolarmente esposte all'aumento dei costi di gestione. Un altro capitolo riguarda il rinnovo del parco mezzi: resta da sciogliere il nodo dello sblocco dei 590 milioni di euro già stanziati per favorire il rinnovamento dei veicoli utilizzati nel settore.

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Nuove risorse anche per l'agricoltura

Il decreto dovrebbe comprendere interventi anche per il comparto agricolo, dopo la scadenza, il 6 ottobre, del credito d'imposta sul gasolio. Al vertice di Palazzo Chigi ha partecipato anche il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, chiamato a seguire le misure per un settore che, come quello dell'autotrasporto, risente direttamente del rincaro dei carburanti. Le nuove risorse dovrebbero contribuire ad alleggerire i costi sostenuti dalle imprese agricole, in una fase segnata dalle proteste contro il caro vita e dalle difficoltà economiche che interessano diverse filiere produttive. Resta da capire se il pacchetto di interventi sarà sufficiente a rispondere alle richieste delle categorie e a favorire una ripresa della circolazione delle merci.

Blocco dei tir, allarme per negozi e rifornimenti

Mentre il governo prepara il provvedimento, nel Sud Italia i blocchi degli autotrasportatori stanno avendo ripercussioni sulla distribuzione. Le difficoltà nei collegamenti e nelle consegne rischiano di tradursi in scaffali vuoti, ritardi nelle forniture e perdite per gli operatori commerciali. A preoccupare è soprattutto la deperibilità di una parte dei prodotti trasportati. Il rischio è che le merci alimentari rimangano ferme troppo a lungo, con conseguenti sprechi e danni economici per le imprese. Durante il vertice, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha assicurato, secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi, «la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, i generi alimentari e i farmaci».

Palazzo Chigi: «Le forze dell'ordine sono pronte a scortare chiunque ne faccia richiesta»

L'esecutivo punta anche a garantire la possibilità di lavorare agli autotrasportatori che intendono proseguire le attività senza aderire ai blocchi. Al termine della riunione, fonti di Palazzo Chigi hanno riferito che le forze dell'ordine hanno già scortato circa 500 operatori del settore. «Le Forze dell'Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza. Il governo ribadisce la ferma volontà a garantire i diritti di tutti e a combattere ogni condotta delinquenziale e criminale». Al vertice hanno partecipato, oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Francesco Lollobrigida e Matteo Piantedosi e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.

La prova del decreto: risorse e tempi di erogazione

Il provvedimento atteso oggi dovrà chiarire le modalità operative degli interventi, i tempi di erogazione dei fondi e le misure rivolte alle imprese che rischiano di restare escluse dai contributi. Per gli autotrasportatori, lo sblocco delle risorse arretrate rappresenta un passaggio atteso da mesi, ma resta da verificare quanto le nuove misure riusciranno a incidere sui costi correnti. Sul fronte agricolo, invece, la priorità è individuare sostegni dopo la fine del credito d'imposta sul gasolio. Sullo sfondo resta la necessità di ripristinare la regolarità delle consegne, evitando che le conseguenze della protesta si trasferiscano sui consumatori, sui negozi e sulle forniture di beni essenziali.