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02/09/2026 ore 19.23
Economia e lavoro

Carrello della spesa, Calabria in testa ai consumi: ecco i punti vendita dove si risparmia di più

Eurospin in cima alla convenienza. La scelta del supermercato può far risparmiare fino a 3.790 euro all'anno. L’indagine di Altroconsumo

di Carmelo Idà

Cambiare supermercato può incidere in modo determinante sul bilancio familiare. Scegliere con cura dove e cosa acquistare può far risparmiare fino a 3.790 euro all'anno. L’indagine di Altroconsumo su prezzi e convenienza della grande distribuzione italiana rivela differenze abissali tra insegne e differenti aree del Paese.

La rilevazione ha coinvolto ben 1.158 punti vendita distribuiti in 67 città italiane, coprendo circa il 64% dei capoluoghi di provincia. Sono stati monitorati oltre 1,5 milioni di prezzi relativi a 124 categorie di prodotti, suddivisi in quattro distinti panieri di spesa: prodotti di marca, prodotti più economici, prodotti a marchio dell'insegna e spesa mista. Calabria e Campania sono in testa ai consumi alimentari con il 19%.

Fino a 3.790 euro di risparmio: l'impatto sulle tasche degli italiani

I risultati dello studio evidenziano quanto possa essere profondo il divario di prezzo tra un punto vendita e l'altro. Per una famiglia di quattro persone, che affronta una spesa media annua stimata in 9.450 euro, una scelta oculata dell'insegna e dei prodotti si traduce in un risparmio massimo di 3.790 euro all'anno, equivalente a quasi il 40% dell'esborso complessivo. Il beneficio economico è rilevante per qualsiasi tipologia di nucleo familiare: una coppia, a fronte di una spesa media di 8.360 euro, può risparmiare fino a 3.355 euro, mentre per una persona sola il risparmio annuo arriva a 2.305 euro su una spesa media di 5.740 euro.

Questo potenziale di risparmio emerge in un contesto in cui il costo della vita resta elevato. Tra febbraio e marzo 2026, periodo in cui è stato realizzato lo studio, i prezzi monitorati sono cresciuti in media dell'1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, registrando un ritmo di crescita dimezzato rispetto al +2% del 2025. Tuttavia, Altroconsumo avverte che la frenata dell'inflazione non equivale alla fine delle tensioni sui prezzi: al momento della rilevazione, infatti, non erano ancora visibili nei listini gli effetti dei rincari di petrolio ed energia conseguenti al conflitto in Iran.

Il primato dei discount: Eurospin in cima alla convenienza

Quando l'obiettivo è il massimo risparmio, il discount si conferma il canale di riferimento. Nella classifica dei prodotti più economici, Eurospin conquista il primo posto assoluto, offrendo prezzi che consentono di spendere quasi il 40% in meno rispetto alla media nazionale. In questo paniere, una famiglia di quattro persone può raggiungere il risparmio massimo indicato di 3.790 euro all'anno. Il divario con la grande distribuzione tradizionale rimane marcato: Ipercoop, la più conveniente tra le insegne non discount, presenta prezzi superiori del 17% rispetto a Eurospin. All'estremo opposto si colloca Carrefour Market, dove la spesa per i prodotti più economici risulta del 35% più alta rispetto al discount leader.

Se si esamina invece il paniere della spesa mista - che combina articoli di marca, prodotti a marchio del distributore e prodotti più economici rispecchiando le reali abitudini d'acquisto degli italiani - il panorama dei discount vede Eurospin e In's Discount condividere la vetta. Entrambe le insegne consentono di ridurre la spesa di circa il 16% rispetto a Todis, l'insegna più costosa del comparto, seguite a ruota da Lidl e Aldi. Nel segmento dei supermercati e ipermercati tradizionali per la spesa mista, il primato spetta a Dok, che si posiziona al vertice con una spesa di circa il 10% inferiore rispetto a Carrefour Market, seguita con distacchi contenuti da Coop, Famila Superstore e Famila.

La battaglia delle private label e delle marche

Anche puntare sui prodotti a marchio del supermercato (private label) rappresenta una leva di risparmio formidabile. In questo specifico paniere è Spazio Conad a ottenere il miglior risultato, con un divario di prezzo che raggiunge il 19% rispetto alla meno conveniente Eurospar. L'indagine segnala anche il miglioramento di Esselunga, mentre perde terreno Carrefour, che nel 2025 deteneva la prima posizione nazionale.

Lo scenario cambia radicalmente quando nel carrello entrano esclusivamente prodotti di marca. In questo caso, Ipercoop e Spazio Conad condividono il gradino più alto del podio, davanti a Famila ed Esselunga. Tuttavia, per i prodotti di marca la concorrenza tra le insegne è molto più serrata e le differenze di prezzo sono decisamente più contenute, con un risparmio massimo che non supera il 7%.

I singoli negozi più convenienti

Non è soltanto l'insegna a fare la differenza, ma il singolo punto vendita fisico sul territorio. L'indagine di Altroconsumo ha identificato i negozi in cui i prodotti di marca sono venduti ai prezzi più bassi. Il primo posto nazionale spetta al Mega di Treviso, seguito da due punti vendita Coop a Lucca e dall'Iperal di Cinisello Balsamo. L'insegna Rossetto presidia la top ten nazionale con ben quattro negozi tra Veneto e Lombardia. Ottimi posizionamenti si registrano anche per diversi punti vendita toscani (Coop, Ipercoop ed Esselunga dislocati tra Pistoia, Arezzo, Firenze, Pisa e Prato), mentre per il Centro-Sud spiccano gli Spazio Conad di Cavallino e Taranto e l'Ipercoop di Foggia.

La geografia della convenienza

La mappa territoriale della spesa rivela forti asimmetrie tra le città italiane. La Toscana si attesta come la regione di riferimento per il risparmio. Città come Pistoia, Lucca, Firenze e Prato vantano la spesa media annua più contenuta d'Italia, intorno ai 6.900 euro. Anche Mantova e altre località del Veneto figurano tra le aree più convenienti. All'estremità opposta si trovano Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa annua supera la soglia dei 7.700 euro. In alcune aree metropolitane la concorrenza locale offre grandi opportunità di risparmio. A Milano, dice sempre lo studio, scegliere il punto vendita più conveniente anziché quello più caro permette di risparmiare fino a 1.390 euro all'anno (pari al 18% della spesa complessiva). Risparmi superiori a 1.100 euro all'anno sono possibili anche a Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia. Al contrario, nel Mezzogiorno le differenze di prezzo sono molto più contenute, complice anche un minor numero di punti vendita disponibili per il monitoraggio.

L'analisi per aree geografiche incorona il Nord-Est come la zona mediamente più conveniente d'Italia. Al Centro spicca la Toscana, mentre al Sud migliora la convenienza della Basilicata, che si affianca alla Sicilia, al Molise e alla Puglia. In termini di spesa media, le famiglie del Veneto e del Trentino-Alto Adige spendono il 13% in meno rispetto a quelle residenti in Valle d'Aosta e nel Lazio.

L'impatto sul bilancio e le strategie dei consumatori

La quota di reddito familiare assorbita dalla spesa alimentare varia considerevolmente lungo la penisola. L'incidenza sui consumi raggiunge i massimi in Calabria e Campania (circa 19%), seguite da Sicilia, Molise e Puglia (18%) e dalla Basilicata (17%). La spesa pesa invece molto meno al Nord, fermandosi intorno al 10% in Trentino-Alto Adige, all'11% in Lombardia e al 12% in Veneto ed Emilia-Romagna.

Per fronteggiare questa situazione, la convenienza non si traduce più semplicemente nella ricerca del prezzo più basso in assoluto. I discount rimangono imbattibili sui prodotti primo prezzo, ma le marche del distributore (private label) si confermano un'arma di risparmio fondamentale. La strategia consigliata da Altroconsumo per contenere la spesa consiste nell'alternare in modo intelligente discount, prodotti a marchio del supermercato e prodotti di marca, soprattutto quando questi ultimi sono oggetto di promozioni.