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06/09/2026 ore 22.00
Economia e lavoro

Collocamento mirato, Cpi e algoritmi: se la laurea e l'esperienza diventano una colpa

Tra liste d’attesa, scarso incontro tra domanda e offerta e selezioni automatizzate, cresce il rischio di esclusione per chi cerca un reinserimento professionale

di Domenico Oliva

È quanto emerge nel corto circuito della Legge 68/99 e dei Centri per l'Impiego calabresi, un paradosso sociale ed economico: professionisti over 50 altamente qualificati ed emarginati. La porta sbarrata dei sistemi AI e la scusa del "troppo qualificato". Tra gli scaffali polverosi della burocrazia calabrese e i server patinati dei software di selezione del personale, si consuma una tragedia silenziosa che porta il nome di "Legge 68/99". Pensata per garantire il diritto al lavoro alle categorie protette attraverso il Collocamento Mirato, la normativa si rivela oggi un ingranaggio rugginoso, paralizzato da Centri per l’Impiego (CPI) spesso ridotti a carrozzoni di gestione del consenso politico piuttosto che a reali hub di incrocio tra domanda e offerta.

Il risultato è un Paradosso Kafkiano che colpisce una fascia d'età cruciale: i cinquantenni in cerca di reinserimento o tutela lavorativa. Un muro di gomma che è rappresentato in primis dai Centri per l’Impiego. I CPI del territorio continuano a mostrare limiti strutturali storici. Chi si iscrive alle liste del collocamento obbligatorio con la speranza di far valere il proprio percorso si imbatte in uno scenario sconfortante: assenza di servizi operativi di matching, orientamento nullo e liste d'attesa interminabili che trasformano un diritto costituzionale in una lotteria estenuante.

Ma il vero paradosso si manifesta quando l'iscritto non è un profilo d'ingresso, bensì un professionista con una laurea in tasca e un'esperienza pluridecennale ed eterogenea maturata sul campo. Quando la candidatura supera i canali burocratici regionali e arriva direttamente sulle scrivanie delle aziende private o delle agenzie di selezione, il copione non cambia. La risposta inviata ai professionisti assume i tratti di un ritornello preformattato: "Competenze di livello elevato, ma il profilo non risulta in linea con le esigenze attuali." Una formulazione diplomatica per nascondere due realtà sottostanti: la paura di dover retribuire o gestire una risorsa d'esperienza, e la prassi aziendale di sfruttare la normativa sulle categorie protette unicamente per adempiere agli obblighi di legge coprendo mansioni meramente esecutive o dequalificate.

Il bagaglio di competenze accumulate durante decenni di carriera diventa istantaneamente un fattore penalizzante. A peggiorare drasticamente la situazione è l'ingresso pervasivo dell'Intelligenza Artificiale nella prima fase di screening dei CV. Gli algoritmi ATS (Applicant Tracking System), programmati per cercare match rigidi ed iperspecializzati, scartano sistematicamente i profili eterogenei o con tratti anagrafici Over 50. Una carriera ricca di esperienze diversificate viene interpretata dai sistemi AI come "incoerenza" invece che come versatilità. L'estrazione dei dati storici del percorso di studi e professionale innesca penalizzazioni implicite prima ancora che un occhio umano possa valutare la persona.

Il quadro finale consegna alla Calabria una nuova platea di emarginati: la fascia dei professionisti cinquantenni. Troppo giovani per la pensione, troppo "qualificati" per i posti riservati dalle aziende o dalle amministrazioni pubbliche, del tutto invisibili per i Centri per l'Impiego. Un capitale umano colto, esperto e pronto ad apportare valore al tessuto produttivo locale che viene letteralmente rottamato da un sistema incapace di guardare oltre le caselle burocratiche e i parametri automatici degli algoritmi.

Se il Collocamento Mirato continuerà ad essere "mirato" solo al mantenimento delle inefficienze, l'integrazione lavorativa rimarrà soltanto un'illusione stampata sulla carta di un testo di legge di venticinque anni fa mentre ancora una volta il diritto al lavoro, sancito dalla Costituzione, viene ignorato e la tutela delle fasce più deboli resta inesistente a nulla servendo agevolazioni varie a favore di chi assume.