Concessioni balneari, il governo non impugna la legge regionale. Federalberghi: «Passaggio significativo»
La norma affida ai Comuni la verifica sulla scarsità del litorale e consente proroghe fino a 5 anni in caso di calamità. Il presidente dell’associazione Fabrizio D’Agostino: «Riconosciute le peculiarità del nostro litorale»
Federalberghi Calabria accoglie con soddisfazione la decisione del Consiglio dei ministri di non impugnare la legge regionale Calabria 14 maggio 2026, n. 15, il provvedimento che introduce nuovi criteri per la gestione delle concessioni demaniali marittime e per la valorizzazione del litorale calabrese nell'ambito dell'applicazione della direttiva europea 2006/123/Ce, nota come Bolkestein.
Secondo l'associazione degli albergatori, la scelta del Governo rappresenta un passaggio importante per il comparto turistico regionale. Il presidente di Federalberghi Calabria Fabrizio D'Agostino sottolinea infatti che «la scelta del Governo rappresenta un passaggio significativo perché riconosce le peculiarità della Calabria e offre un quadro di maggiore certezza normativa agli enti locali e agli operatori turistici».
La normativa regionale interviene su uno dei temi più delicati legati alle concessioni balneari, introducendo un criterio preliminare che affida ai Comuni il compito di verificare se il demanio marittimo sia effettivamente una risorsa scarsa e se vi sia un interesse transfrontaliero certo, vale a dire una concreta attrattività per operatori economici provenienti da altri Stati membri dell'Unione europea. Solo in presenza di questi presupposti le concessioni dovranno essere assegnate attraverso procedure di evidenza pubblica.
La legge disciplina anche l'ipotesi opposta. Qualora il litorale disponibile non presenti condizioni di scarsità, le amministrazioni comunali potranno procedere con modalità trasparenti che consentano sia il rilascio di nuove concessioni sia la prosecuzione di quelle già esistenti, garantendo continuità alle imprese, agli investimenti effettuati e al rispetto dei principi di imparzialità, pubblicità e concorrenza.
Tra gli elementi di maggiore rilievo figura inoltre l'articolo 3, che introduce una disciplina dedicata alle situazioni eccezionali. In caso di calamità naturali o eventi meteorologici straordinari che abbiano compromesso strutture e investimenti realizzati sul demanio marittimo, sarà possibile prorogare le concessioni fino a un massimo di cinque anni, così da consentire agli operatori di recuperare gli investimenti sostenuti e assicurare la continuità dei servizi turistici.
Per Fabrizio D'Agostino, uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda le caratteristiche del territorio calabrese. «La Calabria dispone di circa 800 chilometri di costa, uno dei litorali più estesi e meno antropizzati d'Italia. Parlare di scarsità della risorsa, nel nostro caso, significa confrontarsi con dati oggettivi: le concessioni balneari occupano una quota limitata del litorale e rimangono disponibili vastissime aree di spiaggia libera», evidenzia il presidente.
Ristori e concessioni balneari, Giannotti (Sib): «In Calabria messa una pezza, ora la palla passa a Roma»D'Agostino ribadisce quindi che «riteniamo che sia possibile coniugare il diritto dei cittadini alla libera fruizione del mare con un modello di sviluppo turistico moderno, ordinato e sostenibile», sottolineando come la disponibilità di ampi tratti di costa permetta di favorire la crescita del settore senza compromettere gli spazi destinati alla libera balneazione.
Secondo Federalberghi Calabria, la decisione del Governo assume un'importanza strategica anche sul piano economico, perché una gestione del demanio basata sulla reale disponibilità della risorsa può favorire nuovi investimenti, migliorare la qualità dell'offerta turistica, sostenere l'occupazione e rafforzare la competitività del sistema regionale, evitando interpretazioni uniformi che non tengano conto delle differenze tra i territori costieri italiani.
Nelle conclusioni, il presidente di Federalberghi Calabria ribadisce la posizione dell'associazione: «La Calabria non chiede deroghe né privilegi, ma il riconoscimento delle proprie caratteristiche territoriali. Una regione con centinaia di chilometri di costa ancora disponibili può programmare il proprio sviluppo senza compromettere il patrimonio ambientale e senza ridurre gli spazi destinati alla libera balneazione. Una gestione efficiente del demanio marittimo può invece diventare uno strumento di crescita economica e di valorizzazione del territorio».
L'associazione auspica infine che Regione, Comuni e Governo proseguano il confronto istituzionale per dare piena attuazione alla legge, offrendo certezze agli operatori e valorizzando uno dei principali asset strategici dell'economia regionale attraverso un modello di sviluppo turistico sostenibile, capace di coniugare tutela dell'ambiente, crescita economica, occupazione e ampia disponibilità di spiagge libere.