Conflitto in Medio Oriente, Ferrara (Unindustria): «Rischi per export e filiere produttive»
Preoccupati gli industriali calabresi per le possibili ripercussioni economiche: «Dobbiamo quindi augurarci che si aprano nel più breve tempo possibile i canali diplomatici»
Preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente arriva anche dagli industriali calabresi. «La preoccupazione e l’ansia sono molte, perché è evidente che, se il conflitto dovesse proseguire, le ripercussioni ci saranno» - ha detto il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, a margine di un incontro a Catanzaro.
«Parliamo - ha aggiunto Ferrara - di un'economia già fragile. È chiaro che tutto questo finirà inevitabilmente per ripercuotersi sulle filiere industriali e produttive. Ciò non può che generare preoccupazione, perché oltre a pesare sui conti economici delle imprese potrebbe anche frenare, speriamo non compromettere, quella tendenza positiva all'export e all'internazionalizzazione che le nostre aziende stanno portando avanti da alcuni anni. Inoltre - ha proseguito il presidente degli industriali calabresi esiste il rischio che si possa determinare una nuova fiammata inflazionistica, cosa che ovviamente speriamo non accada. Dobbiamo quindi augurarci che si aprano nel più breve tempo possibile i canali diplomatici, che ci sia una de-escalation e che il conflitto possa fermarsi, cosi' da tornare gradualmente a una condizione di normalità Non dimentichiamo, infatti, che e' ancora aperta la guerra tra Russia e Ucraina. E restano molte incognite anche sul fronte delle politiche protezionistiche e dei dazi. Insomma, a livello globale ci sono diverse turbolenze e molte incertezze».
Secondo Ferrara infine «è vero che la nostra economia ha dimostrato una grande capacità di resilienza. Tuttavia, se queste dinamiche dovessero proseguire nel tempo, sarà necessario prevedere interventi straordinari e non convenzionali per contenere eventuali conseguenze negative sull'economia».