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30/05/2026 ore 16.28
Economia e lavoro

Crisi energetica, Bruxelles invita a usare i fondi per la Coesione ma le Regioni bocciano la proposta

Braccio di ferro su Patto di stabilità e fondi per la difesa. L’Italia attende la risposta ufficiale della Commissione alla richiesta formulata dal Governo

di Carmelo Idà

La risposta di Bruxelles alla richiesta formale dell’Italia di ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale per far fronte all’emergenza energetica è attesa nella prossima settimana. Per il Governo sospendere il Patto di stabilità è la maniera migliore per definire un piano straordinario di interventi a sostegno di famiglie e imprese. Lo ha chiesto la premier, Giorgia Meloni, alla Commissione europea, dopo che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti l’ha fatto presente in tutte le sedi istituzionali comunitarie e anche al vertice del G7 economico di Parigi della scorsa settimana.

Conto salato per famiglie e imprese

Dall’inizio della guerra famiglie ed imprese stanno pagando conti salatissimi per i rincari dei carburanti e delle bollette e per gli aumenti dei prezzi al consumo dei generi di prima necessità e non solo. Oggi l’Istat ha attestato che a maggio l’inflazione è salita al 3,2%, dal 2,7% di aprile, spinta proprio dai prezzi dell’energia. L’aumento del costo di beni e servizi sale così al 2,6% annuo. Da febbraio, sostiene la Cgia di Mestre, famiglie e imprese hanno pagato oltre 2,6 miliardi in più ma il conto per il 2026 è destinato a salire per una misura pari a dieci volte tanto. Se il conflitto in Medio Oriente non troverà soluzione, a breve si aggraverà anche la spesa a carico dello Stato. I quattro decreti carburante disposti fino ad oggi sono costati 1,8 miliardi di euro.

L’apertura di Bruxelles

La Commissione europea ha esortato i Paesi membri ad utilizzare il fondo per la Coesione, il Fondo europeo di sviluppo regionale ed il Fondo per la Transizione giusta riprogrammando la destinazione delle risorse già stanziate. L’invito è arrivato dal vicepresidente Raffaele Fitto, che ha chiesto ai governi di «valutare» la possibilità di «sfruttare al meglio le opportunità offerte». «Per accelerare l'utilizzo di queste risorse - ha spiegato - Stati membri e Regioni possono agire su più fronti: creare nuovi strumenti finanziari per anticipare i pagamenti e adottare tutti gli adeguamenti programmatici necessari».

La bocciatura da parte delle Regioni

L’Utilizzo dei fondi di Coesione chiama direttamente in causa le Regioni. I fondi a disposizione sono in gran parte già impegnati e destinati. La proposta avanzata da Fitto è stata bocciata dalla presidente del Comitato europeo delle Regioni, l’ungherese Kata Tutto. «La crisi energetica è reale – ha scritto su X -. mentre la soluzione proposta non lo è. Indicare i fondi di coesione come bancomat di emergenza - di nuovo - trasforma la politica degli investimenti in aspirina politica». Negativo anche il giudizio di molti presidenti di Regione italiani. Per il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale «gran parte delle risorse a cui si fa riferimento sono già state spese o allocate». In più «sono risorse che, una volta spostate, l’Italia dovrebbe coprire in altro modo».

Il braccio di ferro con l’Ue sui fondi per la difesa

L’Italia sembra intenzionata a rinviare ancora l’adesione finale al programma Safe, il prestito Ue per gli investimenti nel campo della difesa. La quota destinata al nostro Paese è pari a 14,9 miliardi. Il Governo prende tempo, in attesa di conoscere la risposta della Commissione sulla richiesta di ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale per far fronte all’emergenza energetica. Strategia decisa nel corso di una riunione che secondo numerose fonti si sarebbe svolta mercoledì a Palazzo Chigi. Vertice ristretto presieduto dalla premier, Giorgia Meloni, con i vice Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, quello della Difesa Guido Crosetto, e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.