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30/04/2026 ore 09.59
Economia e lavoro

Crisi energetica in Europa: Bruxelles vara aiuti fino al 70% tra bollette, carburanti e rischio shock prolungato

Carburanti, bollette e gas continuano a pesare sull’Europa. La Commissione Ue interviene con aiuti per settori e famiglie, ma invita alla prudenza: sostegni mirati e accelerazione sulla transizione energetica

di Carmelo Idà

Carburanti, bollette di gas e luce e fertilizzanti. Lo shock energetico costa all’Europa 500 milioni di euro in più al giorno, 27 miliardi dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. La situazione si è fatta critica e Bruxelles ha deciso di autorizzare gli aiuti di Stato, fino al 70%, per trasporti, agricoltura e pesca. Le imprese ad alto consumo energetico potranno richiedere un rimborso, sempre fino al 70%, del costo della bolletta elettrica. La situazione è molto complicata e lo è su più fronti: la crisi colpisce le famiglie e le imprese e mina gli equilibri dei bilanci statali. E ieri a Strasburgo, nel suo discorso alla plenaria dell’Eurocamera, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha detto che «gli effetti di questa crisi potrebbero pesare per anni».

No alla sospensione del Patto di stabilità

La situazione è complicata ma non tanto da richiedere la sospensione del Patto di stabilità e crescita come vorrebbero alcuni paesi, tra cui l’Italia. Lo ha ribadito anche il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis. Sugli effetti “sul campo” della crisi energetica ci sono diversità di vedute e le norme europee consentono l’attivazione di determinati meccanismi solo in circostanze particolari.

Solo misure mirate

«Le misure devono essere mirate - ha detto ancora la presidente della Commissione - solo a famiglie e settori più vulnerabili, evitando di alimentare la domanda di gas e petrolio». «Tutti dobbiamo affrontare una dura realtà», ha aggiunto, e  l’impegno dell’Ue è quello di accelerare il processo di indipendenza dal consumo di combustibili fossili importati da altri paesi. Ursula von der Leyen ha poi avvertito i governi che l’Ue non ripeterà «gli errori fatti in passato».

No agli interventi a pioggia

«Durante l'ultima crisi - ha spiegato - solo un quarto degli aiuti d'emergenza è stato destinato in modo mirato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici dei Paesi e ha indebolito le misure a chi ne aveva più bisogno».

Aiuti di Stato fino a dicembre

Lo “stato di emergenza” per la crisi energetica globale dichiarato da Bruxelles durerà fino al 31 dicembre 2026. La Commissione insiste sul raggiungimento dell’obiettivo del Piano d'azione per l'elettrificazione da 300 miliardi lanciato 6 anni fa. «Sono disponibili ancora 95 miliardi – ha detto al presidente Ue - sfruttiamo questa opportunità per passare subito all'elettricità, non solo nei trasporti, ma anche nell'industria e nel riscaldamento. Non si tratta solo di accessibilità economica e competitività, ma anche di sicurezza economica. L’indipendenza è necessaria - conclude la presidente – perché avremo bisogno di energia in abbondanza, soprattutto a causa della rapida espansione dei data center e dell'intelligenza artificiale». Bruxelles sottolinea che il sostegno a famiglie e imprese nella misura indicata dalla Commissione è, al momento, la miglior risposta possibile.

L'Ue insiste sulla transizione energetica

«La transizione energetica rimane la strategia più efficace per garantire l’autonomia, la crescita e la forza dell’Europa. Tuttavia, i recenti picchi dei prezzi dell’energia richiedono una risposta immediata. Le misure proposte - ha detto la commissaria alla Concorrenza Teresa Ribera - offrono soluzioni di facile applicazione che sosterranno lo sviluppo dei settori chiave dell’Unione europea attenuando gli effetti della crisi».