Dazi Usa bocciati dai giudici: Trump fermato ancora, illegittime le tariffe al 10% sulle importazioni
Arriva lo stop della Corte federale del commercio. Gli Stati Uniti non possono modificare unilateralmente i trattati commerciali. Le Dogane Usa stanno già pagando 166 miliardi di dollari di rimborsi
Gli Stati Uniti non possono modificare unilateralmente i trattati commerciali utilizzando a sostengo delle proprie ragioni le norme di tutela contenute nel Trade Act del 1974. Lo stop, il secondo consecutivo nel giro di pochi mesi, è arrivato, questa volta, dalla Corte del commercio internazionale. Secondo i giudici i nuovi dazi al 10% imposti dall’Amministrazione Usa sono illegali. Queste tariffe avevano sostituito quelle stabilite e applicate unilateralmente dal presidente Donald Trump, bocciate a febbraio dalla Corte Suprema.
La guerra commerciale
La scorsa estate il tycoon aveva avviato una vera e propria guerra commerciale imponendo il 25% di tasse in più all’importazione su un lungo elenco di prodotti, con rincari fino al 50% ed oltre per alcune categorie considerate strategiche per la sicurezza nazionale. Ne è nato un aspro contenzioso con molti paesi “partner” accusati dagli Usa di aver lucrato per anni sull’economia americana.
Lo stop della Corte del commercio
Secondo i giudici Trump non può far valere la sezione 122 del trattato per bypassare il controllo del Parlamento. Il Congresso avrebbe dovuto discutere ed approvare le modifiche. Inoltre la Corte del commercio ha evidenziato che non vi è traccia di «deficit della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti di entità rilevante e significativa» che nel tempo possano essere riconducibili ad ipotetiche condotte scorrette da parte dei partner commerciali.
La bocciatura della Corte Suprema Usa
A seguito di una class action avviata da 3mila imprese a febbraio la Corte Suprema ha azzerato le tariffe al 25% ed imposto la restituzione delle somme non dovute: 166 miliardi di dollari. I giudici hanno infatti stabilito che Trump non poteva modificare le tariffe facendo ricorso a una legge emergenziale, l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), e non poteva farlo senza avere l’ok del Congresso. Tra le aziende che avevano chiamato in causa l’amministrazione Usa ci sono il gigante delle spedizioni FedEx e quello dei supermercati Costco.
I rimborsi delle tariffe
I rimborsi sono scattati lo scorso 21 aprile. I numeri in possesso dell’US Customs and Border Protection dicono che nel procedimento sono coinvolti circa 330mila importatori e 53mila spedizioni.