✕
Sezioni
Edizioni locali
07/10/2026 ore 22.00
Economia e lavoro

Emergenza abitativa: il boom dei prezzi piega l'Europa, in Italia oltre 40.000 sfratti in un anno

Dagli interventi in manovra finanziaria ai tribunali intasati dalle procedure per morosità: ecco come il nostro Paese affronta la crisi della casa

di Carmelo Idà

Costi energetici, caro carburanti e contrazione dei salari stanno rendendo difficile la vita a milioni di cittadini europei. In questo inizio di autunno la crisi abitativa torna a scuotere il quadro economico dell’Ue a causa del costante incremento dei prezzi degli affitti come pure delle case in vendita. Nonostante la crescita degli investimenti immobiliari, l’aumento dei tassi di interesse spinge gli analisti ad ipotizzare un rallentamento entro la fine dell’anno. In Spagna la protesta contro il "caro casa" ha portato migliaia di persone in piazza, mettendo in bilico la tenuta del governo guidato da Pedro Sánchez.

Secondo i dati diffusi da Eurostat, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell'Ue sono saliti del 4,7% e gli affitti del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025, con l'Italia che mostra un andamento in linea con il trend comunitario.

Su base congiunturale (rispetto al primo trimestre del 2026), i prezzi delle case sono cresciuti dell'1,2% e i canoni dello 0,7%. Nel confronto tra il secondo trimestre del 2026 e la media annuale del 2025, l'aumento dei prezzi di vendita ha superato quello dei canoni di locazione in 18 Paesi membri dell'Ue.

La situazione del mercato immobiliare italiano

Accanto alle dinamiche dei prezzi, il dibattito europeo e nazionale tocca temi complessi come la direttiva sulle "case green" - su cui l'Italia e altri Stati si trovano in procedura di infrazione - la regolamentazione degli affitti brevi e i piani edilizi. Per quanto riguarda i volumi di scambio, nel 2025 le vendite nell'Ue sono aumentate nella maggior parte dei Paesi rilevati .

Sul fronte interno, il mercato residenziale italiano ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con una lieve flessione congiunturale dei prezzi dell'1,1%, attestandosi a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua il saldo rimane tuttavia positivo, registrando un +3,3% rispetto a settembre 2025, mentre le quotazioni mensili rilevate dal portale idealista si mantengono stabili.

Le contromisure del Governo Meloni nella Legge di Bilancio

Per far fronte alle difficoltà economiche delle famiglie, l'esecutivo italiano - dopo l'approvazione del Piano Casa diventato legge a luglio - sta vagliando nuove misure da inserire nella prossima legge di Bilancio, indirizzate in particolare ai giovani per la prima casa e gli affitti a lungo termine. Tra le ipotesi principali emerge l'introduzione di una cedolare secca ridotta al 5% per le locazioni di lunga durata. Ulteriori dettagli sulle misure allo studio sono stati forniti dal viceministro dell'Economia Maurizio Leo, il quale ha indicato le opzioni sul tavolo, compatibilmente con le risorse finanziarie.

La maggioranza pensa ad incentivi per gli under 36 per l’acquisto della prima casa. C’è poi l’estensione dell'Iva agevolata al 5% sulle operazioni di cessione e locazione effettuate da società di compravendita e gestione immobiliare. E in aggiunta la riduzione dell'aliquota Iva dal 10% al 5% per la locazione di fabbricati residenziali, con esclusione degli immobili di lusso. Infine, l’assimilazione agli immobili strumentali per i fabbricati residenziali locati direttamente dalle imprese costruttrici.

L'emergenza sfratti e i dati sulla morosità

Parallelamente al confronto politico, un'analisi condotta dall'Ufficio Studi SoloAffitti sui dati nazionali evidenzia la gravità della gestione abitativa sul territorio italiano. Nel corso del 2024 sono stati emessi oltre 40.000 provvedimenti di sfratto, tre su quattro motivati da morosità.

I dati quantitativi del 2024 mostrano una marcata pressione sulle procedure esecutive.

Le richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari (comprese quelle pendenti dagli anni precedenti), sono state 81.054, con un incremento di circa il 10% rispetto al 2023.

Gli sfratti effettivamente eseguiti sono stati 21.337, un valore rimasto sostanzialmente stabile su base annua.

I provvedimenti complessivi sono cresciuti di circa il 2%, mentre quelli specificamente classificati per morosità o altra causa hanno registrato una leggera flessione del 2,2%.

Le cause della crisi e il contenzioso informale

Le difficoltà economiche che alimentano il fenomeno della morosità emergono chiaramente dalle rilevazioni sul settore delle locazioni: il 37% degli inquilini individua nei canoni superiori al proprio budget il principale ostacolo nella ricerca di una casa, mentre il 74% dei proprietari dichiara di aver maturato crediti per affitti non saldati durante le proprie esperienze di locazione.

L'indagine mette inoltre in luce come il fenomeno della morosità venga gestito attraverso canali differenziati che spesso sfuggono alle statistiche giudiziarie ufficiali.

L’avvio della procedura di sfratto viene scelto nel 43% dei casi. Un accordo diretto tra le parti per liberare l’immobile avviene nel 33% dei casi e nel 17% avviene la restituzione spontanea delle chiavi da parte degli inquilini morosi, lasciando tuttavia in sospeso il debito per i canoni insoluti. C’è infine il 7% dei contenziosi che si risolve con l’attivazione di clausole di garanzia o polizze.