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19/06/2026 ore 22.00
Economia e lavoro

Fisco, entrate in aumento del 7,9% ma restano oltre 1.270 miliardi da recuperare

La Corte dei conti certifica il superamento degli obiettivi fissati per l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Crescono gli incassi da attività ordinaria, mentre cala il contributo della rottamazione delle cartelle

di Carmelo Idà

Nel 2024 nelle casse dell’Erario sono finiti 16 miliardi di euro. L’attività di riscossione è aumentata del 7,9% rispetto al 2023. Risultato ottenuto con gli introiti fiscali provenienti dai canali ordinari, pari a 10,57 miliardi, in crescita del 39%. Il recupero delle tasse non pagate attraverso la rottamazione delle cartelle esattoriali ha consentito di raccogliere altri 5,43 miliardi. La definizione agevolata è risultata in calo del 24,8% rispetto al 2023.

Lo dice la relazione della Sezione controllo Enti della Corte dei conti sulla gestione 2024 dell’Agenzia delle entrate - Riscossione.

Per la magistratura contabile «l'obiettivo programmatico è stato ampiamente superato, con un +29,1% rispetto a quello iniziale di convenzione (12,4 miliardi di euro) e un +14,4% rispetto all'obiettivo di assestamento (13,4 miliardi)».

«Nonostante i risultati positivi di cassa - dice la Corte - resta la criticità strutturale del carico residuo dei ruoli affidati dal 2000, pari a 1.274 miliardi, di cui il 40% (511,5 miliardi) di difficile o impossibile recupero, in quanto legato a procedure concorsuali, debitori deceduti o nullatenenti, e solo 102 miliardi effettivamente esigibili mediante azioni di riscossione efficaci».

La Corte considera positive le novità introdotte dal d.lgs. n.110/2024, che ha previsto il discarico automatico quinquennale e anticipato, istituendo una Commissione ad hoc per il magazzino pregresso, al fine di favorire una soluzione strutturale del problema.

Il contributo statale diretto «che connota dal 2022 il sistema di finanziamento, è pari, nel 2024, a 948,68 milioni di euro. Pur diminuendo del 3% rispetto al 2023, ha risolto le pregresse criticità di liquidità, determinando l’assenza di anticipazioni di cassa, con un risparmio significativo di oneri per interessi bancari».

Le disponibilità liquide aumentano a 670,6 milioni (+28,9%), anche grazie alle migliori condizioni del nuovo contratto di tesoreria, con interessi attivi in crescita da 13,3 a 40,2 milioni.

L'esercizio chiude, dunque, con un utile di 13,22 milioni (-43,7%), interamente destinato al bilancio statale per misure di contenimento della spesa pubblica. Il patrimonio netto risulta pari a 370,5 milioni.

«La Corte dei conti valuta positivamente - si legge nella relazione - il consolidamento dell'equilibrio finanziario, legato al nuovo sistema di remunerazione, il rafforzamento della governance, la crescita dell'efficacia operativa (riscossione ordinaria e rateizzazioni) e l'avanzata digitalizzazione dei servizi. Le sfide ancora aperte - conclude la relazione della Corte dei conti - riguardano la riduzione del magazzino storico, il controllo dei costi ICT esternalizzati, il contenimento del contenzioso e la valutazione continua dei rischi cyber, con relative misure di sicurezza informatica e di resilienza dei sistemi digitali».