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07/07/2026 ore 11.00
Economia e lavoro

Forum del Mezzogiorno all’Unical: il Sud a confronto con il futuro tra Zes, Pnrr e lavoro

L’incontro ha evidenziato il ruolo centrale delle Pmi e la necessità di rafforzare competenze e collaborazione tra istituzioni, università e imprese per accrescere la competitività del Mezzogiorno. Tutti i panel e i protagonisti

di Redazione Economia

Il Forum Confapi Mezzogiorno, ospitato il 3 luglio all’Università della Calabria, ha riunito istituzioni, Governo, imprese, mondo accademico ed esperti per discutere le prospettive di sviluppo del Mezzogiorno. Al centro del confronto: innovazione, intelligenza artificiale, transizione energetica, capitale umano, internazionalizzazione, ZES Unica e nuove politiche di competitività.

I lavori si sono aperti con la sessione di accoglienza, seguita dall’intervento di apertura di Francesco Napoli, Vicepresidente nazionale Confapi con delega al Mezzogiorno.

A seguire, i saluti istituzionali del sindaco Franz Caruso e Cristian Camisa (presidente nazionale Confapi).

Intelligenza artificiale e competitività

Il primo panel è stato dedicato a “Intelligenza artificiale: nuova frontiera della competitività”, con un confronto multidisciplinare su innovazione, informazione e sviluppo tecnologico.

Tra gli interventi: Mons. Francesco Savino, Stefano Curcio (Prorettore Università della Calabria), Giorgio Binda (Unimatica Confapi – transizione digitale e IA) Ruben Razzante (diritto dell’informazione), Erasmo Antro (Confapi Bari BAT), Domenico Maduli (Editore del Network LaC). A moderare il direttore di LaC News24, Franco Laratta

Il panel ha evidenziato il ruolo dell’intelligenza artificiale come leva di trasformazione produttiva e culturale per le PMI, con particolare attenzione alla governance dei processi innovativi.

Tra gli interventi più apprezzati quello dell’editore del Network LaC, Domenico Maduli che ha invitato a non subire il cambiamento tecnologico, ma a governarlo con una visione chiara. L’intelligenza artificiale, ha sostenuto, deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, delle imprese e della qualità dell’informazione, senza sostituire il valore del pensiero critico, della responsabilità e del lavoro umano. In particolare, ha richiamato il ruolo essenziale dell’informazione professionale e delle televisioni locali, presidio di pluralismo e democrazia nei territori, sottolineando la necessità di accompagnare l’innovazione con regole che garantiscano trasparenza, tutela dei cittadini e libertà dell’informazione.

Forum del Mezzogiorno, l’editore del network LaC Maduli: «L’IA va governata. La tecnologia deve essere al servizio dell'uomo»

Transizione energetica e sostenibilità

Il secondo panel, “Transizione energetica: sostenibilità che crea impresa”, ha approfondito il rapporto tra energia, ricerca e sviluppo industriale.

Sono intervenuti Simona De Iuliis (ENEA), Silvano Fares (CNR), Alfonso Rugna (Sorgenia), Massimo De Salvo (Confapi Matera). Ha moderato Simona D’Alessio

Il dibattito ha messo in evidenza il ruolo della transizione energetica come fattore competitivo per le imprese, con attenzione a ricerca e innovazione applicata.

Welfare, lavoro e capitale umano

Il terzo panel ha affrontato il tema “Welfare competitivo, lavoro e capitale umano”.

Interventi di Rosario De Luca (Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro), Cristian Camisa, Giovanna Petrasso (FIM-CISL), Paolo Pellegrini (MEFOP),  Dhebora Mirabelli (Confapi Sicilia)

Durante il panel è stata inoltre sottoscritta un protocollo d’intesa sull’asse.co tra Confapi e Consulenti del Lavoro, finalizzata al rafforzamento della collaborazione su temi occupazionali e professionali.

Internazionalizzazione delle PMI

Il quarto panel, “Internazionalizzazione: strumenti e opportunità per la crescita delle PMI”, ha approfondito leve e strumenti per l’accesso ai mercati esteri.

Tra gli interventi Francesca Alicata (SIMEST), Pietro Goglia (ICE Agenzia), Gennaro Iaffaioli (SACE). Ha moderato Isabella Condino.

Il confronto ha evidenziato il ruolo strategico di finanza agevolata e sostegno agli investimenti (SIMEST), promozione e accompagnamento all’export (ICE), garanzie e strumenti assicurativi per l’internazionalizzazione (SACE)

Nel confronto è stato sottolienato che l’apertura ai mercati esteri non significa soltanto aumentare l’export. Vuol dire aumentare la competitività; ridurre la dipendenza dal mercato interno; attrarre nuovi investimenti; creare nuova occupazione.

Confapi ha annunciato il rafforzamento di: webinar; missioni commerciali; incoming di buyer; incontri B2B; piattaforme digitali.

È stato inoltre richiamato il progetto promosso con ICE che porterà influencer e opinion leader provenienti da Canada, Cina, Corea del Sud, Colombia, Grecia, Croazia e Argentina a promuovere le eccellenze italiane.

L’obiettivo di Francesco Napoli è portare questo progetto anche in Calabria.

ZES Unica e competitività del Mezzogiorno

Il panel conclusivo, “Oltre il PNRR: ZES Unica, Regioni e nuova competitività del Mezzogiorno”, ha analizzato le politiche di sviluppo territoriale e le strategie per il rafforzamento della competitività.

Sono intervenuti Luigi Sbarra, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Renato Loiero, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio, Cetti Lauteta (The European House – Ambrosetti / TEHA Group), Raffaele Marrone (Confapi Napoli – delega ZES). Il confronto è stato moderato da Pasquale Mazzuca.

Il panel ha evidenziato il ruolo della ZES Unica come strumento di politica industriale e attrazione degli investimenti, inserito in un quadro più ampio di competitività territoriale.

L’analisi presentata da Cetti Lauteta, partner di The European House – Ambrosetti e responsabile Scenario Sud di TEHA Group, fotografa l’attuale distribuzione degli investimenti autorizzati.

• oltre l’82% degli investimenti autorizzati attraverso la ZES Unica si concentra in Campania, Puglia e Sicilia;

• la Calabria è quarta con circa 655 milioni di euro di investimenti autorizzati;

• sono state rilasciate 73 Autorizzazioni Uniche;

• previste oltre 1.000 ricadute occupazionali.

Lauteta ha evidenziato come il vero salto di qualità dipenderà dalla capacità di realizzare rapidamente il piano delle infrastrutture nel Mezzogiorno.

Per il vicepresidente nazionale Confapi con delega al Mezzogiorno, Francesco Napoli, la ZES rappresenta una leva decisiva per lo sviluppo.

Le PMI sono pronte a investire, ma servono infrastrutture materiali, logistiche efficienti e una pubblica amministrazione capace di trasformare rapidamente gli investimenti autorizzati in nuovi stabilimenti produttivi, occupazione qualificata e crescita stabile.

La lectio magistralis e il documento finale

Nel corso del Forum si è tenuta anche la Lectio magistralis  “Legalità: infrastruttura dello sviluppo economico e sociale” a cura di Marisa Manzini, Sostituto Procuratore Generale di Catanzaro.

In chiusura dei lavori è stato presentato il documento di sintesi finale “Forum Confapi: Mezzogiorno – Italia – Europa. Libro Bianco per competitività e sviluppo, il ruolo decisivo delle PMI” a cura del Senatore Paolo Naccarato

Il Forum Confapi Mezzogiorno ha delineato una visione integrata dello sviluppo delle PMI nel Sud Italia, articolata su cinque assi principali: innovazione e intelligenza artificiale, transizione energetica, lavoro e capitale umano, internazionalizzazione. politiche industriali e ZES Unica.

Il confronto ha evidenziato la centralità delle PMI come motore di crescita e la necessità di rafforzare competenze, strumenti finanziari e cooperazione tra istituzioni, università e sistema produttivo per migliorare la competitività del Mezzogiorno nel contesto nazionale ed europeo.

Dal Forum Confapi Mezzogiorno emerge un messaggio condiviso: il Sud dispone oggi di strumenti che in passato non aveva, dalla ZES Unica agli investimenti del PNRR, fino alle misure per l’internazionalizzazione. Perché queste opportunità si traducano in sviluppo stabile, però, sarà decisivo accelerare la realizzazione delle infrastrutture, semplificare le procedure amministrative e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, università e sistema produttivo. Solo così gli investimenti autorizzati potranno trasformarsi in nuovi insediamenti industriali, occupazione qualificata e crescita duratura per l’intero Mezzogiorno.