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10/10/2026 ore 20.00
Economia e lavoro

Giovani e futuro, la sfida della Calabria comincia dalla scuola: scegliere non basta se mancano le opportunità

La ricerca Iride segnala le difficoltà degli studenti nell’orientamento. I dati Istat sulla regione mostrano quanto sia urgente collegare formazione, diritto allo studio e lavoro di qualità

di Giuseppe Dell'Aquila

Scegliere cosa fare dopo il diploma significa decidere quale strada percorrere. In Calabria, però, la questione riguarda anche le condizioni concrete per poterla imboccare: sostenere i costi degli studi, raggiungere un corso, conoscere le opportunità professionali e trovare un’occupazione coerente con la propria preparazione.

È su questo terreno che i risultati del progetto “Iride – La scuola vista dai giovani” assumono un significato particolare per il dibattito regionale. La ricerca, realizzata dalla Fondazione Costruiamo il Futuro Ets e dalla Fondazione Censis e presentata a Roma il 22 settembre 2026, affronta orientamento, valutazione e benessere scolastico. Per ciascun tema sono stati ascoltati circa ottomila studenti degli ultimi tre anni di 61 scuole superiori, affiancati da una rilevazione su mille diplomati tra 18 e 24 anni.

Il 43,4% degli studenti coinvolti ritiene di non avere informazioni, conoscenze e competenze sufficienti per una scelta consapevole del proprio futuro. Anche in quinta, il 38,9% segnala la necessità di ulteriore sostegno.

Sono risultati che riguardano gli studenti interpellati e non costituiscono una misurazione specifica della Calabria. Il collegamento con la regione va cercato in altri dati, che descrivono le difficoltà del passaggio dalla formazione all’autonomia.

Nel rapporto BesT Calabria 2025, l’Istat rileva che nel 2024 il 26,2% dei giovani tra 15 e 29 anni non lavorava e non era inserito in percorsi di istruzione o formazione: undici punti percentuali sopra la media italiana. Nello stesso anno, il tasso di occupazione giovanile regionale si fermava al 18,5%, contro il 34,4% nazionale.

Anche gli apprendimenti mostrano criticità. Nel 2024, tra gli studenti calabresi di terza media, le competenze risultavano non adeguate nel 61,1% dei casi in matematica e nel 50,5% in italiano. Crotone e Vibo Valentia presentavano gli svantaggi maggiori della regione su entrambi gli indicatori.

Questi numeri fotografano il 2024, non l’anno scolastico appena iniziato. Offrono però una base documentata per affrontare le priorità di oggi. Non dimostrano che le difficoltà occupazionali dipendano dall’orientamento: indicano che accompagnare le scelte scolastiche deve far parte di una politica più ampia.

Per la Calabria, dunque, sarebbe riduttivo affidare la risposta soltanto agli incontri informativi prima della maturità. Un percorso efficace dovrebbe cominciare prima, aiutare a riconoscere interessi e competenze e rendere comprensibili le alternative: università, formazione tecnica superiore, qualificazione professionale, lavoro e impresa.

La conoscenza dell’offerta, tuttavia, deve accompagnarsi alla possibilità di accedervi. Borse di studio, alloggi, trasporti e servizi per gli studenti sono parte della stessa questione. Presentare un percorso senza spiegare quanto costa, quali sostegni esistono e come ottenerli rischia di lasciare irrisolto il problema delle famiglie con meno risorse.

Una proposta concreta sarebbe costruire appuntamenti continuativi tra scuole, università, istituti tecnici superiori, servizi per l’impiego, imprese e rappresentanze dei lavoratori. Incontri nei quali discutere di competenze richieste, contratti, retribuzioni, sicurezza e prospettive professionali, dando agli studenti elementi verificabili.

Alle istituzioni spetterebbe inoltre misurare l’efficacia delle iniziative: quanti ragazzi vengono raggiunti, quanti proseguono la formazione, quanti interrompono il percorso e quali ostacoli incontrano.

La responsabilità non può essere scaricata sui giovani, chiedendo loro di scegliere meglio dentro un sistema che deve ancora ridurre forti divari. Alla scuola va garantito il sostegno necessario per accompagnarli; al mondo produttivo va chiesto di offrire occasioni formative serie e lavoro dignitoso.

Per la Calabria, rendere possibile una scelta significa costruire condizioni nelle quali studiare, partire, restare o tornare siano decisioni sostenibili. È su queste condizioni che si misura la credibilità delle politiche per le nuove generazioni.