Giovani in fuga dal Mezzogiorno: opportunità di lavoro e stipendi più alti spingono gli under 35 verso il Nord
L'analisi dei dati Istat elaborati dal Sole 24 Ore fotografa un fenomeno in costante crescita: il Sud perde laureati e manager mentre aumentano gli squilibri demografici e le prospettive si concentrano altrove
Stipendi più alti, migliori prospettive lavorative e di crescita professionale e una più ampia offerta di servizi spingono migliaia di meridionali lontano da casa.
Più aumenta il divario socio-economico tra le aree del Paese, più cresce il numero dei giovani del Sud che decidono di trasferirsi al Centro e al Nord Italia. Si inizia con l’università, si prosegue con il lavoro. Si finisce per scegliere di non tornare.
Dal 2019, oltre 313mila under 35 del Mezzogiorno hanno varcato i confini regionali per cercare fortuna altrove. Per il 60% si tratta di laureati: 188mila.
Secondo un'elaborazione del Sole 24 Ore realizzata su data set Istat, nel Sud e nelle Isole i residenti di età compresa tra i 18 e i 35 anni sono passati da oltre 4,1 milioni nel 2019 a circa 3,8 milioni nel 2026: il 7,6% in meno.
Nello stesso periodo, il Nord ha registrato un incremento di quasi 240mila giovani, passando da 4,95 a 5,19 milioni di residenti nella stessa fascia d'età. Risulta, invece, sostanzialmente stabile, la situazione nelle regioni del Centro Italia.
Fuga di giovani dal Sud, la Calabria paga il conto più salato: Crotone e Reggio tra le province più colpiteLa fuga dei giovani calabresi
La Calabria paga un conto molto salato. Si ritrova al top nella classifica delle partenze dalle province italiane con numeri da capogiro.
Il calo più marcato di giovani residenti colpisce il Sud Sardegna (-13%), Isernia (-12,2%), Oristano (-12,1%), Crotone (-12,1%), Potenza (-12%) e Reggio Calabria (-11,9%). Catanzaro segna -11%, Cosenza -9,3%, e Vibo Valentia -8%. Migliaia di giovani hanno dunque scelto di non restare in Calabria.
Chi guadagna
Tra le realtà che hanno registrato la crescita più significativa della popolazione giovanile figurano Gorizia (+10,9%), Genova (+8,4%), Bologna (+8,1%), Pavia (+7,2%) e Reggio Emilia (+6,6%). Seguono Modena, Monza e Brianza, Milano e Bergamo.
L’analisi del Sole 24 Ore evidenzia che il Sud guarda ad altri contesti, dove il mercato del lavoro è più dinamico, con una forte presenza universitaria e manifatturiera ed in generale una maggiore capacità di attrazione nei confronti delle nuove generazioni.
Il quotidiano economico sottolinea poi un altro aspetto importante: che non si arresta la fuga dei cervelli. Competenze e professionalità trovano maggior riconoscimento oltre i confini regionali, lontano da casa.
Sempre il quotidiano economico evidenzia che un manager su quattro lascia il Mezzogiorno per lavorare in imprese del Centro e del Nord.
Fuga dal Sud, Tridico: «Occhiuto racconta su Instagram una Calabria che i giovani stanno abbandonando»Doppio svantaggio
Il Sud e le Isole perdono due volte. Sia nei confronti dell’emigrazione interna sia nei confronti degli arrivi dall’estero. Con saldi estremamente negativi.
Le prospettive sono molto preoccupanti. Le previsioni demografiche della popolazione under 35 da qui al 2034 dicono che a fronte di un aumento dell’1,78% al Nord e dello 0,96% al Centro, il Mezzogiorno registrerà un crollo di presenze pari all’8,55%.