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09/03/2026 ore 15.51
Economia e lavoro

Gli idonei calabresi scrivono a Giorgia Meloni: «Non si perda l’occasione di dare un futuro a mille persone»

La presidente del Consiglio viene interpellata sulla proposta di legge regionale: «In Calabria c’è forte fabbisogno di personale». Appello anche a Wanda Ferro: «Le abbiamo chiesto sostegno ma non abbiamo ricevuto risposta»

di Redazione

Gli idonei calabresi hanno scritto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere che la proposta di legge regionale presentata in Calabria dalla Lega venga approvata.

«Ci rivolgiamo a lei - si legge nella lettera - anche nella qualità di leader del primo partito italiano affinché non si perda la possibilità di dare un futuro a ciascuno di noi. In Calabria siamo oltre mille persone risultate idonee a un concorso e in una situazione in cui, dalla sanità ai servizi, ai comuni agli enti regionali, c'è un forte fabbisogno. Dispiace che il suo partito a livello regionale non sia sufficientemente intervenuto a sostegno della proposta di legge. Lo hanno fatto Pd e Cinquestelle pur essendo una proposta presentata da un partito di centrodestra».

«Abbiamo deciso - scrivono gli idonei - di sospendere ogni mobilitazione e siamo fuori da logiche partitiche ma è chiaro che se questa legge non sarà approvata la responsabilità principale ricadrà su chi governa a livello regionale e nazionale. Chi di noi ha avuto giustizia lo deve esclusivamente ai magistrati che hanno censurato tante violazioni. Abbiamo scritto pubblicamente all'onorevole Wanda Ferro per chiederle un sostegno ma non abbiamo ricevuto risposta. È chiaro che rivendicare con civiltà e rispetto un diritto significa anche capire chi ci ostacola e chi ci sostiene. E diventare massa attiva di una democrazia partecipata che in Calabria vive sul lavoro e in una terra in cui la 'ndrangheta continua a occupare spazi di sovranità».

«Confidiamo in un suo intervento - conclude la lettera - e in un intervento dei consiglieri regionali e parlamentari. Crediamo ancora che la politica sia rappresentanza e sensibilità e che non ascoltare queste esigenze rappresenti il modo per non essere in sintonia con il popolo».