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04/03/2026 ore 06.15
Economia e lavoro

Golfo in fiamme, export calabrese paralizzato: merci bloccate e contratti a rischio per milioni di euro

Il conflitto in Medioriente fa temere l’azzeramento di accordi commerciali importanti. Le più esposte sono le imprese della Provincia di Reggio che detengono oltre il 95% delle quote. Ecco le cifre in gioco

di Redazione Economia

Merci ferme nei porti e nei magazzini e ordini ridotti al lumicino. La guerra del Golfo mette a serio rischio l’export delle aziende calabresi. Le più esposte sono quelle della provincia di Reggio Calabria che detengono oltre il 95% delle quote commerciali. Con il passare dei giorni aumenta la preoccupazione per l’allargamento del conflitto. Gli attacchi lanciati dall’Iran hanno gravi ed immediate ripercussioni economiche sui traffici internazionali di merci, anche quelli che riguardano piccoli fornitori regionali. Lo scontro è appena iniziato ed è difficile prevedere cosa accadrà.

Teheran fa leva sullo shock commerciale ed energetico per mettere in difficoltà i Paesi del Golfo “amici” degli americani e per colpire i Paesi europei. Nello Stretto di Hormuz - crocevia dei transiti di navi cargo, petroliere e gassiere - anche oggi non si viaggia e probabilmente non lo si farà a lungo.

Negli ultimi anni i commerci della Calabria con i Paesi mediorientali sono cresciuti in maniera esponenziale, passando dai 20,82 milioni di euro di merci vendute nel 2021 ai 64,26 milioni di euro di incassi registrati nell’area nel 2024: nella quota sono compresi 733 mila euro di merci acquistate dall’Iran. Risultati raggiunti con fatica che potrebbero essere vanificati dall’estensione del conflitto e dai tempi della sua risoluzione. Oltre a fermare le navi e a congelare le rotte, le compagnie di navigazione hanno stoppato le prenotazioni dei carichi. Ciò significa che insieme ai contratti già siglati potrebbero venire meno gli acquisti di merci non ancora perfezionati. Le richieste dai Paesi Arabi potrebbero mutare proprio in conseguenza del conflitto facendo orientare la scelta degli acquirenti verso prodotti di altro genere e verso altri fornitori.

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Il peso commerciale dei Paesi del Golfo

Oggi Emirati Arabi, Arabia Saudita e Qatar rappresentano oltre il 97% dell’export calabrese verso il Golfo Persico. I primi valgono 28,7 milioni di vendite, la seconda 21,18 milioni ed il terzo 10,6 milioni. L’export calabrese in Kuwait vale 2,3 milioni, 733mila euro in Iran, 550mila euro nel Bahrein e 200mila euro in Oman.

La provincia che esporta di più in Medio Oriente è Reggio Calabria con una quota commerciale superiore al 95%. I più venduti nel Golfo sono i prodotti chimici, meccanica strumentale e prodotti agroalimentari.

Il boom di vendite negli Emirati Arabi e in Arabia Saudita

Nel 2024 le esportazioni negli Emirati Arabi sono aumentate del 334,19% rispetto al 2023. La provincia di Reggio Calabria guida la conquista dei mercati di Dubai e Abu Dhabi con 24,42 milioni di vendite (+477,53%) su 28,7 milioni. Le imprese reggine dominano anche gli scambi con l’Arabia Saudita con 19,79 milioni di incassi su 21,18 milioni, con il Qatar con una quota pari a 10,54 milioni su 10,6 milioni e con il Kuwait, con 2,27 milioni su 2,3 milioni di scambi complessivi con la Calabria.

Nel primo trimestre del 2025 boom di vendite dalla provincia di Vibo Valentia nel comparto della meccanica strumentale per contratti stipulati negli Emirati Arabi del valore di 12,67 milioni di euro.

Maggiori acquisti dall’Arabia Saudita, pari a 7,85 milioni di euro, si registrano nello stesso periodo per prodotti alimentari e bevande con le imprese della provincia di Reggio Calabria a recitare la parte di protagoniste.

La Guerra del Golfo ed il futuro del commercio marittimo

La crisi avrà probabili effetti sull’operatività del porto di Gioia Tauro, primo hub di transhipment in Italia per i traffici marittimi nel Mediterraneo nei collegamenti tra Canale di Suez e Gibilterra. Nel 2025 il terminal intermodale gestito da MSC ha stabilito il record di movimentazione di container, superando i 4,5 milioni di teu, con una crescita del 14% rispetto al 2024. Le merci calabresi dirette negli Emirati Arabi, in Bahrein, Oman, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita partono da qui. Non ci sono, al momento, soluzioni alternative. Gli effetti del conflitto potrebbero avere ripercussioni sui volumi di traffico verso altre destinazioni del continente asiatico. La Calabria vende in Cina, Corea del Sud, Giappone, India, Indonesia e Taiwan beni per un valore di 76,9 milioni di euro.