Guerra in Medio Oriente, saltano le gare di Formula 1 e MotoGp
Verso la cancellazione i gran premi in programma ad aprile in Bahrein, Qatar e Arabia Saudita. Un danno da oltre 1 miliardo di dollari
Manca solo l’ufficialità ma è ormai certo che non saranno disputati né il Gran Premio di Formula 1 del Bahrein né quello dell'Arabia Saudita. I due paesi sono sotto attacco iraniano e nei giorni scorsi alcuni droni, intercettati dalla contraerea, sono caduti nelle vicinanze del circuito del Bahrein. La guerra rende impossibile correre le gare. Troppo alto il rischio di incursioni aeree, impossibile il dispiego logistico di uomini, mezzi e attrezzature per via del blocco aereo e di quello marittimo.
Il Gp di formula 1 del Bahrein era in programma il 12 aprile, mentre la gara sul circuito saudita di Gedda si sarebbe dovuta svolgere la settimana successiva.
L’annuncio della Federazione internazionale automobilistica potrebbe arrivare al termine del Gp di Shangai che si sta disputando in queste ore. Verso la cancellazione anche la tappa in Qatar della Motogp prevista il 12 aprile nel circuito internazionale di Lusail che si trova a 30 km dalla capitale Doha. La Fia ha invece già comunicato il rinvio a data da destinarsi della Qatar 1812km, originariamente prevista come prova inaugurale del Campionato del Mondo Endurance 2026, in programma dal 26 al 28 marzo.
Il gran premio del Bahrein costa circa 50 milioni di dollari, 75 milioni quello dell’Arabia Saudita. Aramco, il maggior esportatore di gas naturale liquefatto ha investito in queste prime due tappe nel Golfo circa 50 milioni di dollari in sponsorizzazioni. Altri 50 milioni sono stati destinati dalla compagnia petrolifera saudita alle altre due tappe della Formula 1 nel Golfo, previste a novembre e a dicembre in Qatar e ad Abu Dhabi.
In queste ore Formula 1 e Fia stanno discutendo per trovare un accordo economico per tentare di limitare i danni derivanti dalla cancellazione dei due attesi appuntamenti sportivi. Non ultimi i diritti televisivi che valgono circa 350 milioni di dollari.
Costo altissimo per gli organizzatori le perdite di incassi derivanti dalla restituzione del costo dei biglietti, che ammonterebbe ad oltre 160 milioni di dollari. I ticket per assistere a prove e gare erano andati esauriti in poche ore: costo medio 2.500 dollari. A questo si aggiunge la pioggia di disdette caduta su alberghi e compagnie aeree che si porta dietro i mancati incassi nell’intera filiera turistica e ricettiva dei paesi ospitanti. Un danno da oltre 500 milioni di dollari. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare uno scenario del genere. La cancellazione dei tre eventi sportivi in programma ad aprile in Bahrein, Qatar e Arabia Saudita costerà oltre 1 miliardo di dollari.