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12/04/2026 ore 14.57
Economia e lavoro

Il caro carburante manda in tilt anche i traghetti Calabria-Sicilia, pendolari in crisi: «Aumenti ingiustificabili»

Dai disagi tra Corsica e Toscana alle strategie in Sardegna, il caro carburante agita i collegamenti marittimi. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni anche sui viaggi nello Stretto di Messina

di Redazione Economia

L’aumento dei costi del carburante nel settore dei trasporti marittimi torna a far sentire i suoi effetti nel Mediterraneo, con possibili ripercussioni anche per la Calabria, regione fortemente dipendente dai collegamenti via mare per merci e passeggeri.

In effetti le prime proteste, riportate da Repubblica, arrivano dal “comitato pendolari” che ha denunciato gli aumenti della compagnia Caronte & Tourist (per chi viaggia tra Sicilia e Calabria) come ingiustificabili: «Si tratta di un rincaro che pesa sulle tasche di chi ogni giorno attraversa lo Stretto per lavoro o necessità». Non sono solo i vacanzieri a lamentarsi dunque. Anzi.

Negli ultimi giorni, disagi significativi si sono registrati tra Corsica e Toscana, dove diversi collegamenti marittimi sono stati sospesi o ritardati, in particolare verso il porto di Livorno. A causare lo stop è stata la protesta dei pescatori corsi contro l’aumento del prezzo del carburante deciso dal governo francese.

Caro carburante, il futuro è incerto: «Da domani il prezzo scenderà ma tra un mese potremmo restare senza diesel e benzina»

La mobilitazione ha paralizzato per ore i traffici, lasciando bloccati sull’isola turisti e lavoratori, soprattutto nell’area di Bastia. Le associazioni di categoria hanno denunciato il rischio di un collasso per il comparto ittico locale, già provato dai rincari energetici. Una prima intesa è stata raggiunta con le autorità francesi per ridurre il divario dei prezzi del carburante rispetto alla Francia continentale, ma la tensione resta alta.

Se in Corsica il problema si è manifestato in modo improvviso, in Sardegna si lavora invece per contenere gli effetti di una crisi che potrebbe protrarsi nei prossimi mesi. Un ruolo chiave è svolto dalla raffineria di Sarroch, snodo centrale per la produzione di carburanti destinati ai trasporti dell’isola. Per ora la situazione è sotto controllo, ma il sistema resta sotto pressione.

Tra le misure allo studio c’è il cosiddetto “slow steaming”, ovvero la riduzione della velocità delle navi per limitare i consumi. Una scelta che potrebbe comportare un allungamento dei tempi di percorrenza anche di un paio d’ore. Parallelamente, le compagnie valutano di aumentare il carico di passeggeri e merci per distribuire i costi e attenuare l’impatto degli aumenti.

In questo scenario, anche la Calabria guarda con attenzione agli sviluppi. I collegamenti marittimi rappresentano infatti un’infrastruttura strategica per l’economia regionale, in particolare per il trasporto di merci e per la mobilità verso le isole e il resto del Paese. Eventuali rincari o rallentamenti potrebbero tradursi in aumenti dei prezzi e disservizi per cittadini e imprese.

Il rischio, dunque, è che quanto accaduto tra Corsica e Toscana possa diventare un campanello d’allarme più ampio. La tenuta del sistema nei prossimi mesi dipenderà dall’evoluzione dei costi energetici e dalle misure che governi e operatori riusciranno a mettere in campo per garantire continuità ed efficienza nei collegamenti marittimi.