Il caro carburante minaccia i voli per le vacanze estive, il ceo di Ryanair: «Forniture garantite fino a maggio»
La compagnia area, principale vettore in Calabria, sta affrontando un aumento significativo dei costi legato alle quotazioni del petrolio. Micheal O’Leary: «Non siamo sicuri di nulla, ma prenotate ora perché poi i prezzi saliranno»
Ryanair, la più grande compagnia aerea europea e principale vettore operativo anche in Calabria, sta affrontando un aumento significativo dei costi legati al carburante. Secondo quanto dichiarato al Corriere della Sera dall’amministratore delegato Michael O’Leary, il gruppo potrebbe arrivare a spendere fino a 600 milioni di dollari in più in un anno a causa dell’impennata del prezzo del petrolio, nonostante abbia già coperto l’80% del fabbisogno a condizioni favorevoli.
Per i mesi di aprile e maggio, la compagnia stima extra-costi di circa 50 milioni di dollari al mese per il jet fuel, con forniture garantite al momento solo fino a fine maggio e incertezze per giugno e il periodo estivo. O’Leary rassicura comunque sulla disponibilità di carburante in Europa, pur segnalando criticità localizzate, in particolare nel Regno Unito.
Sul fronte della domanda, Ryanair registra una buona tenuta per Pasqua, ma segnala una leggera debolezza delle prenotazioni per l’estate, attribuita a incertezze mediatiche e geopolitiche. Le prenotazioni per giugno, luglio e agosto risultano leggermente inferiori rispetto all’anno precedente.
Michael O’Leary invita i passeggeri a prenotare in anticipo i voli estivi, sottolineando l’incertezza sul mercato del carburante: «Nessuno di noi è sicuro di nulla», afferma.
Riguardo alla possibilità di rassicurazioni per giugno e i mesi successivi, il manager è netto: «No, è troppo presto». Da qui il suo consiglio diretto: «Il mio suggerimento è: prenotate ora, perché se aspettate i prezzi saranno più alti poi».
Ma perché – chiede il Corriere – le persone dovrebbero prenotare i voli in estate quando la certezza sul jet fuel non c’è per giugno, luglio, agosto? «Nessuno di noi è sicuro di nulla», risponde O’Leary. «E non posso esserlo nemmeno io se i miei fornitori di carburante, che sono le più grandi compagnie petrolifere del mondo, possono garantire il 100% delle forniture solo fino alla fine di maggio». Può rassicurare sul fatto che ci sarà il cherosene fino alla fine di giugno? «No, è troppo presto», replica.
Nonostante il contesto incerto, la compagnia non prevede tagli alle rotte e continua a mantenere una posizione di crescita, con piani di espansione che prevedono fino a 222 milioni di passeggeri entro il 2027-2028.
O’Leary non risparmia critiche alle politiche europee e al sistema Ets, ritenuto penalizzante per il settore, e ribadisce la necessità di una maggiore competitività per l’aviazione europea.
Il ceo di Ryanair segnala inoltre che in alcuni aeroporti, soprattutto nel Regno Unito, esiste un rischio stimato del 10-15% di possibili difficoltà di approvvigionamento se le tensioni dovessero proseguire.
E riconosce un contesto di forte incertezza generale: «Stiamo tutti un po’ tirando a indovinare», dice, riferendosi agli effetti della guerra e alla volatilità del mercato energetico che potrebbe influenzare sia i prezzi sia la regolarità dei voli.