Il ritorno dell'atomo in Italia: partnership italo-francese per realizzare il primo mini-reattore Smr entro il 2035
La filiera industriale vale 50 miliardi e 117mila nuovi posti di lavoro. L’obiettivo è quello di coprire fino al 22% dell'energia entro il 2050
A quasi quarant'anni dal referendum del 1987 che decretò il blocco delle centrali nel Paese, l'Italia riapre ufficialmente la strada all'energia nucleare. L'approvazione definitiva in Senato del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, promosso dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, restituisce al Paese una cornice legislativa per regolare la costruzione e la gestione dei nuovi impianti. In base alle previsioni del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima, la fonte atomica tornerà a coprire circa il 10% del fabbisogno energetico nazionale entro il 2040, per poi attestarsi in una quota compresa tra l'11% e il 22% entro il 2050. Nello stesso arco temporale, la generazione termoelettrica a gas manterrà un ruolo di supporto per garantire la stabilità della rete elettrica, pur andando incontro a una progressiva contrazione dettata dagli obiettivi di decarbonizzazione.
"Il termoelettrico alimentato a gas - ha spiegato il ministro Pichetto Fratin a Sky TG24 Economia - continuerà ad avere un ruolo nel sistema energetico italiano ancora per qualche decennio, soprattutto per contribuire alla stabilità della rete". L’obiettivo per il nucleare di ultima generazione, ha detto il ministro, è fornire un quinto dell’energia entro il 2050.
La partnership italo-francese e la flotta di mini-reattori Smr
Sul piano industriale, l'avanzata dell'atomo si poggia sull'asse strategico tra Edison ed EDF, affiancate da Nuward, la società del gruppo francese specializzata nei reattori modulari. Il piano prevede la realizzazione in Europa di una flotta di dieci mini-reattori Smr (Small modular reactor), per un valore stimato in decine di miliardi di euro, con la messa in funzione del primo impianto italiano programmata entro il 2035. L'avvio dei cantieri è previsto a partire dal 2030, con il primo reattore destinato alla Francia e il secondo all'Italia, dove Edison agirà in veste di investitore, operatore e aggregatore di consorzi industriali. Gli altri Paesi interessati sono Polonia, Belgio e Finlandia.
Il cuore tecnologico del progetto consiste, appunto, in un reattore SMR ad acqua pressurizzata da 400 Mw elettrici, basato su tecnologia consolidata di terza generazione avanzata, capace di generare sia energia elettrica e sia calore. Tale configurazione si rivela particolarmente adatta a sostenere la decarbonizzazione dei settori industriali in cui è estremamente difficile e costoso azzerare le emissioni di anidride carbonica, dei poli chimici, dei distretti produttivi, dei porti, delle reti di teleriscaldamento e dei data center. Inoltre, l'impiego del combustibile riciclato Mox (Mixed oxide fuel) consentirà di contenere il consumo di uranio naturale, abbattendo contemporaneamente i volumi e la radiotossicità dei rifiuti destinati al deposito definitivo.
L'impatto economico: 50 miliardi di mercato e 117.000 nuovi occupati
Il rilancio del comparto trova fondamenta in un tessuto produttivo che conta già oltre 100 imprese attive in Italia. Uno studio realizzato da Edison e TEHA stima che il mercato potenziale della filiera possa raggiungere un valore di 50 miliardi di euro, garantendo fino a 117.000 nuovi posti di lavoro.
Una specifica mappatura condotta nel 2024 individua le prime 70 aziende chiave della supply chain nazionale, operanti nei settori dei grandi componenti (17), dell'ingegneria (13), della strumentazione (13), dei materiali e forgiatura (11), del montaggio e installazione (5), dei contratti EPC e general contracting (4), dello smaltimento (3), delle valvole (2) e delle tubazioni (2).
Sinergie industriali, scelte tecnologiche e ricerca accademica
Per organizzare la filiera e definire un database completo di competenze e certificazioni, Enel, Ansaldo Energia e Leonardo hanno costituito la società Nuclitalia. Nel corso del rinnovo del Trattato del Quirinale tenutosi a giugno, l'alleanza guidata da Edison ed EDF ha ricevuto un battesimo istituzionale con l'inclusione di importanti realtà industriali quali Saipem, Webuild, Walter Tosto, Simic, ATB Riva Calzoni, AIPE e Tectubi Raccordi. Nonostante Nuclitalia stia analizzando anche opzioni tecnologiche provenienti da Stati Uniti e Regno Unito, l'orientamento generale punta sull'adozione della terza generazione avanzata, rimandando la quarta generazione a successive verifiche sull'effettivo progresso tecnologico.
A supporto dello sviluppo tecnologico resta centrale l'apporto della ricerca scientifica e della formazione accademica. Il consorzio CIRTEN - che unisce Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Sapienza di Roma e le università di Pavia, Padova, Bologna, Pisa e Palermo - garantisce la formazione continua di ingegneri nucleari in stretta sinergia con il settore produttivo, mentre l'ENEA coordina 22 partner pubblici e privati all'interno del Consorzio RFX di Padova dedicati alla cooperazione sulla fusione.