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10/10/2026 ore 21.00
Economia e lavoro

Imprese, Intesa Sanpaolo mette sul piatto 20 miliardi: commissioni POS azzerate sotto i 20 euro

Accordo con Confcommercio, Confartigianato e Federalberghi per sostenere commercio, artigianato e turismo. Previsti nuovi finanziamenti, incentivi per gli investimenti e risparmi stimati in 100 milioni di euro per i piccoli esercenti

di Carmelo Idà

Arriva un Piano d'interventi da 20 miliardi di euro a sostegno di artigianato, commercio e turismo.

Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato che prevede nuovi finanziamenti, incentivi agli investimenti e l'azzeramento delle commissioni POS per pagamenti fino a 20 euro.

Una novità, quest’ultima, molto attesa. Le spese giornaliere come quelle di abbonamento ai dispositivi offerti dai maggiori operatori internazionali pesano in maniera consistente sui bilanci delle imprese, specie per chi non ha grandi numeri di fatturato.

L’accordo mira soprattutto a sostenere le attività più piccole oggi messe in grosse difficoltà dagli aumenti delle tariffe energetiche. Con un capitolo importante che riguarda la digitalizzazione, la formazione del personale, la tutela dell’occupazione e il sostegno alla previdenza.

Taglio dei costi e sostegno al credito: il nodo POS e la copertura degli interessi

Tra le misure a impatto immediato per gli esercenti spiccano gli interventi sulla gestione dei pagamenti e sul costo del credito. Sul fronte dei pagamenti elettronici, l'intesa prevede l'azzeramento delle commissioni POS per le transazioni fino a 20 euro, unitamente a condizioni agevolate per i pagamenti sopra tale soglia e a soluzioni dedicate sul canone dei dispositivi. Il provvedimento garantisce un risparmio stimato in circa 100 milioni di euro per i piccoli commercianti e coinvolge un volume complessivo di circa 3 miliardi di operazioni all'anno, pari a un controvalore di circa 40 miliardi di euro.

Sul piano del credito, l'intervento si articola attraverso la Banca dei Territori. Oltre all'erogazione di nuove linee di finanziamento, il gruppo bancario si farà carico direttamente degli interessi della prima rata dei finanziamenti in scadenza a fine 2026, 2027 e 2028.

I tre pilastri del piano

Il plafond di 20 miliardi di euro prevede strumenti creditizi e gestionali calibrati sulle esigenze specifiche di ciascun settore.

Il Piano di investimenti prevede per il commercio l'alleggerimento dei costi operativi tramite la riduzione delle commissioni POS e condizioni su misura sui canoni di locazione dei terminali. Per l’artigianato si è puntato sugli investimenti in trasformazione digitale ed efficientamento energetico, affiancati da linee di anticipo fatture per ottimizzare e stabilizzare i flussi di liquidità. Gli incentivi alle imprese del settore turistico riguardano invece la riqualificazione energetica delle strutture ricettive e alla mitigazione degli impatti finanziari legati alla stagionalità. Tra i nuovi strumenti introdotti figura l’anticipo prenotazioni alberghiere, ideato per garantire flessibilità finanziaria nella gestione dei picchi stagionali.

Tutelare il patrimonio del saper fare italiano

L'accordo intercetta un bacino di circa 800mila clienti della divisione Banca dei Territori. Tra il 2020 e il giugno 2026, il sostegno di Intesa Sanpaolo a questo segmento si è tradotto in oltre 20 miliardi di euro di finanziamenti già erogati. Dunque se ne prevedono altrettanti nell'ambito del nuovo piano di incentivi alle imprese.

Carlo Messina, amministratore delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, ha ribadito il valore strategico delle piccole realtà produttive: "Il nostro Paese è reso vitale da piccoli imprenditori che trasmettono tra diverse generazioni il saper fare italiano e arricchiscono le filiere produttive. Dobbiamo tutelare questo patrimonio - ha detto Messina - e dobbiamo farlo insieme al mondo associativo".

Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori, ha richiamato l'attenzione sulla natura familiare delle microimprese. "La maggior parte delle microimprese sono famiglie, aziende al massimo con uno o due dipendenti - ha ricordato - e vogliamo accompagnarli affinché si possa uscire insieme tutti più forti da questa fase".

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha definito la partnership "un patto di sistema di grande importanza per la crescita delle piccole imprese e dei territori".

"Le piccole imprese - ha detto il presidente di Confartigianato, Marco Granelli - stanno affrontando una fase complessa che, nonostante le difficoltà, impone di accelerare gli investimenti per mantenere competitività e capacità di crescita".

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi ha rimarcato come la misura "fa sentire meno soli" gli operatori del settore.

L’avversione al Pos potrebbe cessare

L’iniziativa potrebbe aprire un nuovo capitolo finanziario nella storia dei pagamenti nel nostro Paese. Un recente studio di Altroconsumo sull’utilizzo dei dispositivi digitali da parte dei piccoli esercenti dei mercati rionali ha raccontato perché i commercianti preferiscono il contante.

La resistenza alle carte di credito e al bancomat cresce in modo inversamente proporzionale all'importo della spesa. L'indagine evidenzia come la quasi totalità dei dinieghi si concentri sulle cifre più basse. Sotto i 3 euro il 35,7% dei rifiuti ha riguardato micro-spese inferiori a questa soglia. La quota più alta di no, pari al 40%, si registra tra i 3 e gli 8 euro. Sopra gli 8 euro le resistenze crollano drasticamente, con appena il 5,7% di rifiuti. Tra le motivazioni fornite dagli ambulanti, ben il 75% di chi ha rifiutato la carta ha dichiarato di non possedere il Pos. Le altre giustificazioni spaziano dall'importo ritenuto troppo basso (8,3%) alla richiesta di un limite minimo di spesa (solitamente tra i 5 e i 10 euro, pari all'8,3%), fino al presunto malfunzionamento del terminale (4,2%).

Il Piano di Intesa anticipa di 2 anni il progetto di Bruxelles di rendere indipendenti dai grandi gruppi internazionali (Visa, Mastercard e altri) che oggi hanno il monopolio dei pagamenti con dispositivi digitali. E per questo Bce e banche centrali nazionali stanno lavorando all’euro digitale. Non sostituirà il contante ma sulla nuova piattaforma di pagamenti europei le imprese non pagheranno commissioni.