Industria in Calabria, la Cgil chiede un piano di sviluppo. Trotta: «Non si può vivere solo di turismo e agricoltura»
Il segretario regionale della sollecita il coinvolgimento delle partecipate statali: «Serve un piano industriale per la regione». E sul caro carburante difende la posizione del sindacato: «Non abbiamo voluto mettere il cappello sulla manifestazione»
«Noi da sempre riteniamo che lo sviluppo di una regione non si può basare solo su turismo e agricoltura, non c'è sviluppo se non c'è manifatturiero, se non c'è metalmeccanico. E noi oggi parliamo di industria che per quanto riguarda la nostra regione è una sconosciuta, non ne parla nessuno. Noi lanciamo più volte l'input che bisogna fare un piano industriale per la Calabria». Così, il segretario regionale della Cgil, Gianfranco Trotta, nel corso dell'iniziativa della Cgil Fiom a Lamezia Terme, «Quale futuro per l'industria calabrese?".
«Il governo nazionale e quello regionale - prosegue - non ne hanno mai parlato. Chiederemo l'intervento delle partecipate statali perché in Calabria ci sono state, ma sono venute e se ne sono andate e hanno lasciato disastri in termini di lavoratori a spasso, di infrastrutture, di tutto. Oggi parliamo di un possibile piano industriale per la Calabria e sabato saremo a Roma e stiamo lavorando per questa mobilitazione».
Trotta poi ha parlato delle proteste in atto per il carovita e il caro carburante, rispondendo a quanti hanno criticato l'assenza della Cgil alle manifestazioni.
«Noi - ha precisato - difendiamo i lavoratori, i dipendenti. Loro sono agricoltori, hanno le Confederazioni di categoria, hanno tutto. Noi abbiamo espresso con un comunicato stampa il massimo rispetto, la massima solidarietà. Non abbiamo voluto mettere il cappello sulla manifestazione perché non era giusto in quanto, appunto, si meritano rispetto. Ci hanno invitati e siamo intervenuti sabato alla manifestazione nazionale di Cosenza».
«Ci sono ruoli e funzioni ben precise - ha sottolineato Trotta - poi che c'è bisogno di una movimento di popolo è chiaro ed evidente, perché il carovita non è che incide solo sui lavoratori dell'agricoltura. Incide sulle famiglie per cui ecco perché meritano rispetto. Io toglierei le beghe politiche, le passerelle che si fanno. Poi se si critica, se non si critica lì c'è gente che non arriva a tenere aperte le aziende ed è un problema non per i calabresi, ma per tutta l'Italia. Perché davvero i costi dell'energia, inteso come carburante e energia elettrica, hanno raggiunto i livelli insopportabili».