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23/09/2026 ore 16.27
Economia e lavoro

Intelligenza artificiale, dalla Calabria il confronto sull’innovazione. Tajani: «Questa regione è una grande piattaforma di innovazione»

A Simeri la prima tappa di “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”. Il vicepremier: «Tecnica al servizio dell’uomo». Bernini: «Siamo noi a darle una direzione»

di Francesco Graziano

È dalla Calabria che parte una riflessione destinata a superare i confini nazionali: come governare l’innovazione senza smarrire ciò che rende l’uomo protagonista del proprio futuro. A Simeri ha preso il via “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”, il forum promosso da Entopan, think tank internazionale impegnato sui temi dell’economia, dello sviluppo e dell’innovazione, in collaborazione con Harmonic Innovation Group S.p.A. Società Benefit e con il gratuito patrocinio del Centro di Alta Formazione Laudato Si’.

Un appuntamento che rappresenta la prima tappa di un percorso destinato a proseguire a San Francisco e Castel Gandolfo, mettendo a confronto istituzioni, imprese, mondo della ricerca e protagonisti dell’innovazione attorno alle grandi trasformazioni determinate dalla tecnologia e, in particolare, dall’intelligenza artificiale.

Al centro del forum c’è una domanda che riguarda il presente ma soprattutto il futuro: come utilizzare il progresso tecnologico senza lasciare indietro la persona?. L’obiettivo è alimentare un confronto sulle opportunità offerte dall’innovazione, ma anche sui rischi di una tecnologia non governata, capace di ampliare fratture sociali e disuguaglianze.

Tajani: «La Calabria è una grande piattaforma di innovazione»

A sottolineare il ruolo della Calabria è stato, in collegamento video, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, che ha definito la regione «la sede più adatta per riflettere sulle sfide e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale».

«La Calabria è una grande piattaforma di innovazione, nel cuore del nostro Mezzogiorno, una priorità assoluta del Governo», ha affermato Tajani, richiamando anche il ruolo della ZES unica e i dati di crescita del Mezzogiorno.

Un territorio che, nella visione del ministro, può diventare anche una porta verso nuovi scenari internazionali. «Dalla Calabria il nostro Paese si proietta nel Mediterraneo, fino al Golfo e oltre all’India», ha detto, indicando nel Mediterraneo «una grande area che il Governo vuole rendere sempre più motore di pace, dialogo e crescita».

Ma è soprattutto sull’intelligenza artificiale che Tajani ha concentrato il suo intervento. Una tecnologia che rappresenta, ha spiegato, «una delle grandi sfide chiave del nostro tempo» e che dovrà essere affrontata non soltanto dal punto di vista economico e industriale, ma anche sotto il profilo etico e sociale.

«Il Governo vede nell’intelligenza artificiale una opportunità e una sfida etica e sociale che va affrontata e governata mettendo sempre la persona al centro», ha sottolineato.

Per Tajani, dunque, innovazione e sviluppo possono diventare strumenti di crescita soltanto se accompagnati da inclusione e responsabilità. «La prosperità e l’innovazione portano pace e crescita solo se sono diffuse, inclusive, sostenibili e guidate da valori», ha evidenziato, ribadendo la necessità di investire nelle competenze, nella ricerca e nelle capacità industriali.

Da qui il richiamo alla necessità di trasformare la rivoluzione tecnologica in opportunità concrete per il sistema produttivo e per il mondo del lavoro: «Guidare il cambiamento significa trasformare la tecnologia in crescita, competitività e posti di lavoro senza mai perdere però di vista la persona».

E nella conclusione del suo intervento Tajani ha sintetizzato il concetto alla base del forum: «È questa l’innovazione armonica. Una tecnica al servizio dell’uomo, non l’uomo al servizio della tecnica».

Bernini: «Non possiamo fermare l’innovazione»

Sul rapporto tra tecnologia, libertà e responsabilità si è soffermata anche la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, intervenuta in video al forum.

«Quella di oggi non è semplicemente una giornata di confronto sul rapporto tra uomo e nuove tecnologie», ha detto Bernini, sottolineando il carattere itinerante dell’iniziativa. Quella di Simeri è infatti «la prima tappa di un viaggio che durerà un anno», destinato a passare dalla Calabria a San Francisco per arrivare infine a Castel Gandolfo.

Tre luoghi e tre momenti di confronto uniti, secondo la ministra, da una domanda comune: «Come vogliamo abitare il presente per costruire il futuro?»

Bernini ha quindi invitato a superare due paure contrapposte: da una parte quella di chi teme che l’intelligenza artificiale possa sostituire l'uomo, dall’altra quella di chi immagina di poter arrestare il processo di innovazione.

«L’intelligenza artificiale è uno strumento nelle nostre mani», ha affermato. «Siamo noi a darle una direzione, siamo noi a decidere per che cosa usarla, quali limiti darle, quali opportunità costruire attraverso l’intelligenza artificiale».

Una responsabilità che, secondo Bernini, trova un riferimento nella visione della “Magnifica Humanitas” richiamata dal forum: il progresso, ha spiegato, «ha senso soltanto se conserva al centro la persona, la sua dignità, la sua libertà, la sua responsabilità».

È questo il filo conduttore di “Words of Hope”: immaginare un’innovazione capace di accompagnare il cambiamento senza trasformare l’uomo in semplice spettatore della rivoluzione tecnologica. Dalla Calabria, dunque, parte un confronto che guarda lontano, verso un futuro nel quale intelligenza artificiale, ricerca e sviluppo dovranno misurarsi sempre più con una questione essenziale: non soltanto ciò che la tecnologia è in grado di fare, ma ciò che l’uomo sceglierà di farne.