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14/03/2026 ore 13.07
Economia e lavoro

Iran, bollette più care in Calabria: rincari energetici fino a 108 euro per le famiglie, Cosenza la più colpita

Il conflitto in Medio Oriente spinge verso l’alto il costo di luce e gas (ma non quanto l’invasione russa dell’Ucraina): +57,2 euro mediamente per famiglia, con la provincia bruzia che registra un aumento di 108,7 euro. La Cgia chiede interventi su Iva e oneri di sistema

di Redazione Economia

Bollette di luce e gas più salate. I rincari energetici determinati dai riflessi causati sui consumi dalla guerra in Medio Oriente, portano aumenti medi per le famiglie calabresi pari a 57,2 euro.

La provincia in cui si evidenziano maggiori costi è Cosenza, con 108,7 euro in più. Seguono Reggio Calabria con 78,4 euro di aumento, Catanzaro con 53,1 euro, Crotone con 24,8 euro, chiude Vibo Valentia con 23,1 euro. Lo dice il report settimanale dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Il prezzo del petrolio - dicono i datti diffusi oggi dall’associazione degli artigiani - è salito del 45,8%, mentre il gas ha registrato una crescita più significativa, pari al 62%. Negli ultimi quindici giorni il prezzo della benzina è salito dell’8,7%, mentre quello del diesel ha registrato un balzo ancora più marcato: +18,2%. Dall’analisi emerge però che i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida. «L’analisi delle quotazioni - sottolinea il rapporto Cgia - evidenzia un quadro “sorprendentemente” stabile».

Niente a che vedere con quanto successo dopo l’invasione russa in Ucraina. Allora «lo shock sui mercati internazionali fu immediato e particolarmente violento». In questa fase il conflitto «sembra generare pressioni meno intense sui mercati delle materie prime» con riflessi meno pesanti sui prezzi al consumo. «Qualsiasi valutazione - avverte però la Cgia - resta fortemente condizionata da due variabili decisive: la durata del conflitto e la sua eventuale intensificazione. Un ampliamento del teatro bellico o il coinvolgimento diretto di attori regionali con un peso significativo nei mercati energetici potrebbe rapidamente modificare lo scenario». Di fatto c’è il balzo in avanti del prezzo dei carburanti che pesa su famiglie ed imprese. Nomisma Energia stima che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro. Secondo l’Ufficio studi della Cgia il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci delle famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro. Aumenti che, insieme a quelli delle bollette di luce e gas, mettono a rischio il potere d’acquisto delle famiglie e possono diventare fattori di pressione sui costi delle imprese. La Cgia chiede al Governo di ridurre Iva, accise e oneri di sistema. Palazzo Chigi ha allo studio le misure per intervenire ma al momento viene scartata l’ipotesi di applicare accise mobili.