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04/03/2026 ore 15.00
Economia e lavoro

Konecta, interrogazione di Orrico e Baldino (M5s): «Il Governo convochi subito un tavolo ministeriale»

Le deputate intervengono sul caso dei 656 lavoratori ex Abramo: «Serve chiarezza sulla sostenibilità industriale del progetto. Gli accordi istituzionali non possono diventare carta straccia»

di Redazione Politica

«A poco più di un anno dall’accordo siglato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire la salvaguardia occupazionale dei lavoratori ex Abramo Customer Care, oggi ci ritroviamo di fronte a uno scenario inaccettabile: esaurite le commesse legate al progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche per conto della Regione Calabria, l’azienda Konecta avrebbe avviato le procedure per la richiesta di cassa integrazione, mettendo a rischio centinaia di famiglie calabresi. Per questo abbiamo depositato nella giornata di oggi un’interrogazione al ministro del Lavoro e al ministro delle Imprese e del Mady in Italy». Lo dichiarano in una nota le deputate del M5s Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico.

«L’accordo del 19 dicembre 2024 – ricordano Baldino e Orrico – prevedeva non solo il riassorbimento dei lavoratori ex Abramo, ma il mantenimento delle condizioni economiche e normative e una prospettiva industriale stabile. Oggi, invece, 656 lavoratori degli 894 che rientrano nel perimetro Konecta R vivono una fase di profonda incertezza fino al 31 dicembre. Non possiamo accettare che un progetto presentato come strutturale si esaurisca dopo poco più di un anno».

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«Se così fosse – proseguono le deputate – saremmo davanti ad una grave presa in giro ad opera della Regione che coinvolge 650 famiglie calabresi inserite in territori già fragili come Crotone, Rende e Settingiano. Non si può giocare con la vita delle persone né utilizzare gli ammortizzatori sociali come soluzione ordinaria. Con l’interrogazione chiediamo ai ministri se ritengano rispettato l’accordo sottoscritto al Mimit e quali iniziative intendano assumere per garantire la piena tutela dei livelli occupazionali. Tra la richieste anche la convocazione urgente di un tavolo ministeriale con azienda, Regione Calabria e organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo».

«Serve chiarezza sulla sostenibilità industriale del progetto e una prospettiva occupazionale stabile e duratura. Gli accordi istituzionali non possono diventare carta straccia né strumento per calpestare la dignità di chi è in cerca di un lavoro», concludono Baldino e Orrico.