La Calabria non è (più) una regione per colf e badanti: nel 2024 meno di 11mila lavoratori registrati
Secondo il rapporto Domina, il lavoro domestico registra un forte calo triennale, mentre la spesa totale delle famiglie raggiunge 79 milioni di euro. Tutti i numeri
In Calabria nel 2024 i lavoratori domestici registrati risultano 10.967, con una lieve prevalenza di colf (53,4%) rispetto alle badanti. È uno dei dati che emerge dal settimo rapporto annuale sul lavoro domestico dell’Osservatorio Domina, basato su dati Inps.
Il punto più netto è il trend: nell’ultimo triennio si registra una flessione importante e simile tra le due principali figure, con colf a -25,1% e badanti a -26,8%. Il settore, sempre secondo il rapporto, resta a prevalenza femminile (83,6%) e con una maggioranza di lavoratori stranieri (56,0%), anche se il gruppo nazionale più numeroso resta quello italiano (44,0%).
Dal lato delle famiglie, i datori di lavoro domestico in Calabria sono 11.005 nel 2024, in calo del 24,9% rispetto al 2021. Il profilo dei datori è prevalentemente femminile (56,9%) e con un’età media alta (72,4 anni). La spesa media annua sostenuta per il lavoro domestico è pari a 7.210 euro; considerando la componente formale, nel 2024 le famiglie calabresi avrebbero speso complessivamente 79 milioni di euro.
Il rapporto evidenzia anche che il 9,5% dei lavoratori domestici è coniuge o parente del datore di lavoro e che l’11,4% condivide l’abitazione con il proprio datore. Sommando lavoratori e datori, le persone coinvolte nel settore arrivano a 21.972, pari a un’incidenza dell’1,2% sulla popolazione regionale. Sul fronte economico, il contributo al Pil viene stimato in circa 329 milioni di euro di valore aggiunto, cioè lo 0,9% del totale regionale.
A livello territoriale, le colf si concentrano soprattutto a Reggio Calabria (38,5%), mentre le badanti sono più presenti a Cosenza (35,1%). In termini relativi, Reggio risulta la provincia con più colf (4,4 ogni 1.000 abitanti), mentre Catanzaro ha la più alta presenza di badanti (5,1 ogni 100 anziani).
Sul fronte delle politiche pubbliche, viene riportato che la Regione non eroga incentivi diretti alle famiglie, ma trasferisce risorse agli ambiti territoriali per servizi di assistenza domiciliare e compartecipazione al costo in base all’Isee; inoltre è riconosciuto formalmente il ruolo del caregiver familiare, con uno stanziamento di 5.000 euro annui per il triennio 2024-2026 (misure delineate nella Dgr 11968/2019).
Nel quadro prospettico, il rapporto richiama stime Istat: nello scenario mediano al 2050 la popolazione con almeno 80 anni aumenterebbe del 60,3% (dal 7,0% al 13,7%), mentre i bambini 0-14 diminuirebbero del 34,0% (fino al 10,3%). In questo contesto Domina segnala il tema dell’irregolarità e propone misure per premiare la regolarità dei rapporti, tra cui un meccanismo di “cash back” sui contributi Inps e una detrazione fiscale del 10% dei costi del lavoro domestico.