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14/07/2026 ore 07.03
Economia e lavoro

La ricchezza delle famiglie sfiora i 6.500 miliardi, meno liquidità e più investimenti

Rivoluzione risparmio, 1.687 miliardi in più di guadagni dal 2020. Il boom delle azioni traina il patrimonio finanziario degli italiani verso nuovi record. Lo studio della Fabi

di Carmelo Idà

La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane cresce e sfiora il tetto dei 6.500 miliardi di euro. Sostenuta dagli investimenti e dagli strumenti finanziari, ha un peso sempre maggiore nel consolidamento del patrimonio nazionale. In cassaforte ci sono 1 miliardo e 687 milioni in più rispetto al 2020. Un balzo in avanti del 35% trainato in particolare dal forte incremento di azioni, titoli e fondi comuni.

Lo dice l’ultimo rapporto Analisi & Ricerche della Federazione autonoma bancari italiani.

Nonostante la liquidità su conti correnti rimanga un pilastro fondamentale per la sicurezza dei risparmiatori, si osserva una progressiva diversificazione degli investimenti verso strumenti più redditizi e polizze assicurative. Questa evoluzione nel modo in cui i risparmiatori italiani gestiscono il proprio denaro riflette una strategia che coniuga la tradizionale prudenza con una maggiore ricerca di rendimento nel lungo periodo.

Se un tempo il "materasso" o il conto corrente infruttifero erano le uniche mete sicure, oggi il portafoglio delle famiglie è diventato un organismo più complesso, articolato e orientato al mercato.

La fine dell'era della sola liquidità

Per decenni, la liquidità è stata il dogma del risparmio italiano. I dati del 2025 confermano che resta un pilastro fondamentale, ma non è più l'unico. Tra il 2020 e il 2025, la componente di biglietti e depositi è passata da 1.556,3 miliardi a 1.603 miliardi, segnando una crescita di 46,7 miliardi, pari a un modesto +3%.

È un dato che, se confrontato con la crescita totale del patrimonio (+35%), evidenzia come gli italiani stiano preferendo altri canali per allocare la nuova ricchezza prodotta. Nel dettaglio, si osserva una netta preferenza per la disponibilità immediata: i conti correnti sono cresciuti di 53,7 miliardi (+4,8%), mentre i depositi vincolati hanno subito una contrazione di 7 miliardi (-1,6%). Questo spostamento suggerisce una ricerca di stabilità e protezione del patrimonio che però non vuole più rinunciare alla flessibilità.

Il motore della crescita, l'esplosione del comparto azionario

Se il patrimonio finanziario ha raggiunto vette storiche, il merito va ascritto soprattutto al comparto degli investimenti finanziari, con le azioni a fare la parte del leone.

Il valore delle azioni detenute dalle famiglie, evidenzia la Fabi, è letteralmente raddoppiato in sei anni, passando da 973,9 miliardi nel 2020 a ben 2.077,2 miliardi nel 2025, con un balzo di 1.103,3 miliardi (+113%). Solo nell'ultimo anno (2024-2025), la crescita è stata di 292,9 miliardi (+16,4%), rendendo le azioni la voce che contribuisce maggiormente all'aumento della ricchezza complessiva.

Questa performance non è dovuta solo a nuovi investimenti massicci, ma anche all'andamento favorevole dei mercati finanziari, che ha rivalutato le attività già presenti nei portafogli degli italiani. Oggi, le azioni rappresentano il 32% dell'intero patrimonio finanziario delle famiglie, superando per peso i conti correnti e i depositi (24,7%).

Il ritorno del reddito fisso e il ruolo dei fondi

Non sono solo le azioni a correre. Anche il mercato obbligazionario ha vissuto una seconda giovinezza. I titoli di Stato (Bot, Btp) e altre obbligazioni sono passati da 247,6 miliardi nel 2020 a 523,6 miliardi nel 2025, segnando un incremento del 111% (+275,9 miliardi).

Il fenomeno è stato particolarmente evidente tra il 2024 e il 2025, quando il comparto ha guadagnato quasi 28 miliardi (+5,6%), confermando il ruolo centrale assunto dagli strumenti obbligazionari in un contesto di tassi d'interesse mutati. Anche i fondi comuni hanno seguito questa scia positiva: la loro consistenza è salita da 689,1 miliardi a 901,9 miliardi in sei anni (+30,8%), consolidando la loro funzione di strumento privilegiato per la diversificazione del rischio.

Protezione e previdenza, il recupero delle polizze assicurative

Un altro tassello fondamentale del nuovo mosaico finanziario italiano è rappresentato dalle polizze assicurative. Dopo un periodo di incertezza, il comparto ha mostrato segni di robusta ripresa, specialmente nel corso del 2025.

Nell'ultimo anno analizzato, le polizze sono cresciute di 46 miliardi di euro (+4,1%), raggiungendo un totale di 1.174,4 miliardi. Questo dato è indicativo di una pianificazione patrimoniale che non guarda solo al rendimento immediato, ma anche alla tutela del capitale e alla garanzia per il futuro delle nuove generazioni. Le assicurazioni pesano oggi per il 18,1% sul totale della ricchezza finanziaria, confermandosi come il terzo "salvadanaio" preferito dopo azioni e conti correnti.

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha commentato questi dati sottolineando come il risparmio privato sia la «più grande risorsa strategica del Paese». Secondo Sileoni, questa ricchezza è il frutto della rinnovata capacità di programmazione delle famiglie italiane.

Tuttavia, Sileoni lancia anche un monito al sistema creditizio: «Una ricchezza di queste dimensioni - dice - aumenta la responsabilità del sistema bancario». Con un patrimonio sempre più articolato e orientato a strumenti complessi come azioni e derivati (questi ultimi cresciuti del 1017% dal 2020, seppur con volumi assoluti ridotti), il valore della consulenza professionale diventa essenziale. «La tecnologia non potrà sostituire la capacità di interpretare i bisogni delle persone», ha concluso Sileoni, ribadendo la centralità del rapporto di fiducia tra bancari e clienti.

Uno sguardo ai risultati del 2025

L'analisi degli ultimi dodici mesi (2024-2025) mostra chiaramente la tendenza verso l'investimento attivo: la ricchezza totale aumenta di 446,3 miliardi (+7%). Le azioni quotate hanno registrato una crescita specifica del 26,76% in un solo anno. Mentre i titoli a medio-lungo termine sono cresciuti del 7,24%, trainati soprattutto dai titoli emessi da enti pubblici (+13,63%). I fondi comuni italiani hanno sovraperformato quelli stranieri, crescendo del 10,21% contro il 5,41% di questi ultimi.

Di contro, si registra una lieve flessione nei prestiti (-3,17% nel 2025) e nelle forme di risparmio più rigide, a conferma che le famiglie preferiscono impiegare il capitale in mercati liquidi e potenzialmente più remunerativi.

Gli italiani, dunque, non si accontentano più di tenere i soldi fermi, ma cercano di valorizzarli attraverso una strategia di diversificazione che vede convivere liquidità, obbligazioni e una componente azionaria mai così forte.