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10/07/2026 ore 16.49
Economia e lavoro

Lea, migliora la prevenzione ma gli ospedali arretrano in 13 regioni. Calabria maglia nera. Tutti i numeri del report

Il Nord corre con il Veneto e l’Emilia-Romagna, il Sud fatica a colmare il divario. Calabria ultima nell’assistenza distrettuale. Diminuiscono i posti letto, meno specialisti nei reparti. Ecco i numeri del Nuovo sistema di garanzia del ministero della Salute

di Carmelo Idà

Migliorano sensibilmente i Livelli essenziali di assistenza assicurati dalla sanità italiana. Ma mentre il Nord corre, con il Veneto e l’Emilia-Romagna in testa, il Sud fatica a colmare il divario e l’assistenza ospedaliera mostra preoccupanti segnali di cedimento in tredici regioni. La Calabria è ultima: è sotto la soglia della sufficienza nell'assistenza distrettuale. Lo dicono i numeri del Nuovo sistema di garanzia basato sul monitoraggio dei Lea e la graduatoria stilata dal ministero della Salute. I dati si riferiscono al 2024. Secondo il sistema di valutazione Nsg il Veneto è la regione dove ci si cura meglio, seguita dall’Emilia-Romagna e dalla Toscana. La valutazione si basa su 88 indicatori che monitorano l'efficacia dei servizi ospedalieri, territoriali e della prevenzione, influenzando anche la distribuzione dei fondi economici premiali. Nonostante i progressi nelle cure domiciliari e nelle campagne vaccinali, diverse aree del Sud e la Provincia di Bolzano mostrano ancora criticità, evidenziando una disomogeneità nell'accesso alle prestazioni: mancano medici e posti letto.

Sanità, Calabria ultima nella classifica dei Lea: resta sotto la soglia nell'assistenza territoriale

I voti alla sanità regionale

Il sistema di valutazione Nsg non è un semplice esercizio statistico, ma uno strumento che incide direttamente sui bilanci regionali attraverso i fondi premiali. Per la determinazione del punteggio finale, i tecnici del Ministero si concentrano su 27 indicatori "core" quali la copertura vaccinale pediatrica, i tempi di intervento dei mezzi di soccorso, la percentuale di parti cesarei. Ed ancora l'equità, che misura quanti cittadini rinunciano alle cure per motivi economici o per liste d'attesa eccessive, e l'appropriatezza dell'assistenza per i pazienti con scompenso cardiaco.

Il podio dell’eccellenza e la classifica completa

Il Veneto conquista la vetta della classifica nazionale con un punteggio complessivo di 288 punti. Un risultato che premia la continuità e l'efficienza della macchina sanitaria veneta. Al secondo posto troviamo l'Emilia-Romagna, che con 282 punti scalza la Toscana, ora terza a quota 280.

Scorrendo la graduatoria, si nota la buona tenuta del Piemonte (272), della Provincia autonoma di Trento (271) e della Lombardia, che si piazza sesta con 270 punti. A seguire, troviamo un gruppo di regioni con punteggi intermedi: Umbria (254), Liguria (250), Friuli Venezia Giulia (248), Puglia (242), Marche e Lazio (237) e Abruzzo (229). Nella parte bassa della classifica, pur evidenziando alcuni segnali di crescita, restano confinate quasi tutte le regioni del Sud. Si parte dalla Valle d'Aosta (213), seguono la Sardegna (212), la Campania (209), la Provincia autonoma di Bolzano (206), la Basilicata (205), la Sicilia (196), il Molise (192) e la Calabria (189).

Meno Bocciati rispetto al 2023

Il dato più incoraggiante del report è il miglioramento generale del sistema. Se l'anno scorso le regioni che non raggiungevano la sufficienza (fissata a 60 punti per macro-area) in almeno un settore erano ben otto, quest'anno scendono a tre. Si tratta della Provincia autonoma di Bolzano e della Sicilia entrambi insufficienti nell'area della prevenzione. Rispettivamente con 59 e 49 punti. E della Calabria che con 52 punti si ritrova sotto la soglia della sufficienza nell'assistenza distrettuale. Non raggiungere la sufficiente implica ripercussioni sull’accesso alla ripartizione delle risorse messe a disposizione dal Fondo sanitario nazionale.

Luci e ombre: cresce la prevenzione, ospedali in crisi

L'analisi del Ministero mostra un'evoluzione a due facce delle aree assistenziali. Si registra un miglioramento quasi generalizzato nella prevenzione (vaccini e screening), con l'eccezione di Marche, Campania e Calabria. Anche l'assistenza territoriale (distrettuale) è in crescita, specialmente al Centro-Sud, grazie ai primi effetti dei fondi del Pnrr destinati alle cure domiciliari. Regioni come Valle d'Aosta, Abruzzo, Basilicata e Sicilia hanno finalmente conquistato la "sufficienza piena" in questo ambito. Il dato preoccupante riguarda invece l'assistenza ospedaliera, che evidenzia una lieve flessione complessiva in ben tredici regioni. I cali più marcati si registrano in Liguria, Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio, Molise e Toscana. Le cause di questo arretramento sono strutturali: mancano medici specialisti in settori chiave come pronto soccorso, anestesia, rianimazione e radiologia. Alti i numeri relativi alla carenza di posti letto: l'Istat certifica che in venticinque anni i posti letto sono stati più che dimezzati, arrivando a poco più di 176mila nel 2023.