L’economia italiana accelera nel 2026 con un Pil a 0,9%. La Calabria cresce ma è ultima in classifica
A trainare la crescita sono soprattutto le regioni del Centro-Nord, mentre il Mezzogiorno mantiene ritmi più contenuti
Il Pil dell'Italia accelera nel 2026 a +0,9% - poco sotto la Francia (+1%) e ad un ritmo più che doppio rispetto alla Germania (+0,4%) - con i consumi che salgono dell'1,2%. Lungo la Penisola, però, le velocità sono diverse: a trainare la crescita sono soprattutto le regioni del Centro-Nord, mentre il Mezzogiorno, anche per effetto di minori redditi e della continua perdita di popolazione, mantiene ritmi più contenuti, in particolare sul fronte dei consumi delle famiglie che, in molte Regioni di quest'area, restano ancora sotto i livelli del 2007. È la stima dell'ufficio studi di Confcommercio, secondo cui la Lombardia si conferma "locomotiva" del Paese risultando, peraltro, l'unica Regione italiana a guidare contemporaneamente la classifica del Pil e quella dei consumi (rispettivamente, +1,2% e +1,8%).
Dopo la Lombardia seguono il Trentino-Alto Adige (Pil +1% e consumi +1,5%) e Lazio (+1% e +1,4%). In coda alla classifica per il Pil figurano invece Basilicata e Calabria (entrambe con un +0,6%) che registrano le performance più deboli anche per i consumi (rispettivamente +0,4% e +0,5%). Questo andamento, secondo Confcommercio, conferma il rischio di un ulteriore ampliamento dei divari territoriali tra Nord e Sud. Ridurre questa "forbice" resta, pertanto, la principale condizione per rendere la crescita più equilibrata e duratura.
Analizzando le dinamiche più recenti - si legge nell'analisi - «si osserva come alla favorevole eredità lasciata dal 2025 (tre decimi di punto di crescita del Pil e dei consumi) si siano associati, nella prima parte del 2026, segnali di innegabile vivacità del nostro sistema economico. I primi mesi dell'anno in corso sono stati, infatti, caratterizzati da positivi segnali di miglioramento dei consumi e del Pil, da una ulteriore crescita delle presenze turistiche e da un moderato recupero della produzione industriale. Al contempo l'occupazione si è mantenuta ai massimi con segnali di crescita per certi versi inaspettati. La ripresa dell'inflazione, seppure repentina, sembra al momento circoscritta agli energetici con limitati effetti sul resto del sistema. L'inflazione di fondo si mantiene su valori prossimi al 2%».
L'ufficio studi di Confcommercio sottolinea quindi che «il primo trimestre del 2026, in base alle seconde stime dell'Istat, avrebbe mostrato un Pil in crescita congiunturale di 3 decimi di punto e di 8 decimi di punto su base tendenziale. Tali dinamiche - cui si sovrappongono dati confortanti per i primi mesi del secondo trimestre, riguardanti produzione industriale, presenze turistiche, immatricolazioni di auto nuove a privati e intenzioni di acquisto di beni durevoli - portano a stimare per il 2026, pur in presenza di un rallentamento nel corso del secondo semestre, una crescita del Pil dello 0,9% e dell'1,2% per i consumi (risultati migliori di quelli conseguiti nel 2025)».